#IlGiroDelMondo: il Castello di Dracula

 

È difficile visitare la Transilvania, la regione più occidentale e moderna dell’odierna Romania, senza richiamare alla mente immagini stereotipate di uomini pallidi dai canini affilati avvolti in lunghi mantelli neri, misteriosi pipistrelli e collane d’aglio. Anche se non foste grandissimi amanti di Bram Stoker, del gotico, dell’horror o dei classici holliwoodiani, il vampiro più famoso del mondo è tanto presente nell’immaginario pop contemporaneo da non lasciare scampo. In Transilvania questo lo sanno e non esitano certo a guadagnare il più possibile dal turismo legato al Conte Dracula che, nell’arcinoto romanzo inglese ottocentesco, altri non è che un nobile proveniente proprio da questa regione rumena. A beneficiare in assoluto di più da questa fama internazionale è il piccolo Castello di Bran, fortezza medievale che sorge sull’antico confine tra la Transilvania e la Valacchia.

Castello di Bran

La prima strisciante sensazione che si prova nell’approdare nella piccola Bran è che qui tutto si svolga in funzione del turista. La cosa diventa evidente man mano che ci si avvicina alle pendici della collina su cui troneggia l’antica fortezza costruita a partire dal 1378 e ci si imbatte in un villaggetto artificiale di piccole case tradizionali abitate esclusivamente da souvenir ed insistenti venditori. Poco importa che, in realtà, il piccolo castello dalla cruciale importanza strategica in passato non sia mai stata veramente la dimora del principe Vlad III di Valacchia (“l’impalatore” per gli amici), ovvero il personaggio storico che si ritiene abbia ispirato in assoluto di più il personaggio del vampiro Dracula. Se l’antico voivoda non visitò questa fortificazione che per un paio di giorni in vita sua, infatti – preferendo l’ormai distrutto Castello di Poenari – gli studiosi hanno individuato quello di Bran come quello più somigliante alla descrizione letteraria data da Stoker. Certo, non abbiamo alcuna certezza che l’autore inglese avesse idea dell’esistenza di una fortezza simile a quella che andava descrivendo, ma ciò non sembra certo preoccupare i rumeni, che sono contentissimi di attirare i turisti a Bran, circondata dai bellissimi Monti Calimani che la incorniciano quasi a mantenerla artificialmente incollocabile nel tempo e nello spazio. Sebbene la vista dall’alto della torre principale del Castello di Bran sia molto bella ed altrettanto interessante sia la storia del vero Vlad Dracula raccontata nel percorso tematico che attraversa il castello, però, nell’uscire dall’edificio ed addentrarsi nuovamente nel dedalo di bancarelle a tema horror il retrogusto di turismo è difficile da scacciare a pieno.

Castello di Bran dopo il tramonto

Ben più interessante e meno toccato dalle vie turistiche transilvane è il Castello dei Corvini, a poche ore d’auto da quello di Bran. Situato presso la piccola cittadina di Hunedoara, che in primavera sfoggia intere vie di ciliegi in fiore, il Castelul Huniazilor sorge sulla Collina di San Pietro, a strapiombo sul placido fiume Zlasti, ed è il monumento più marcatamente gotico dell’intera regione. Luogo dove si ritiene che Vlad l’impalatore sia stato tenuto prigioniero per anni da Mattia Corvino, suo acerrimo nemico, il Castello dei Corvini venne eretto come fortificazione a partire dal XIV secolo e venne modernizzato con alcuni tocchi rinascimentali da quello stesso Mattia Corvino. Il risultato è un edificio maestoso che risponde perfettamente alle fantasie che ogni bambino innamorato dei film Disney si può fare sui castelli – con un autentico ponte levatoio, una massiccia struttura difensiva ma allo stesso tempo dei dettagli particolari quali finestre decorate, balconate e doccioni, per non parlare dei tetti a punta… C’è persino una leggenda minacciosa che aleggia attorno al castello: nella corte, infatti, si trova un pozzo profondo 30 metri accompagnato da una placca che recita “Voi avete l’acqua, ma non avete un’anima”. La storia vuole che questo venne scavato da diversi prigionieri turchi in cambio della promessa di essere liberati se fossero riusciti a trovare l’acqua. Dopo quindici anni di scavi, alla fine l’acqua venne effettivamente trovata, ma la leggenda narra che i padroni del castello si rimangiarono la promessa, tenendo i turchi in carcere fino alla morte.

Castello dei Corvini

Più caratteristico e circondato di un tranquillo giardino ideale per prendere il sole nelle silenziose giornate di primavera, allora, il Castello dei Corvini si rivela essere un’alternativa magica al turismo sfrenato di Bran, restituendo al visitatore l’idea di essere piombati in un luogo che sta lì ad aspettare soltanto di essere scoperto.

Sull’Autore

Studentessa di Giornalismo e Diritti Umani a Parigi. Appassionata di troppe cose per elencarle tutte. Per MDC mi occupo di viaggi e polemiche.

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