CrossFit, il lato social dello sport

Quando mi hanno proposto di iscrivermi a CrossFit, ho spalancato gli occhi e ho risposto con voce tremante che no, mai e poi mai mi sarei sottoposta a una tale tortura. Quello che immaginavo erano scene in pieno stile Full Metal Jacket, coach urlanti e gente costretta a fare dalle 50 alle 100 flessioni per avere il permesso di poter uscire viva da lì. E la signorina Trinciabue. Perciò ho fatto quello che faccio sempre quando voglio saperne di più su qualcosa: ho cercato tutti i profili social ufficiali e mi sono documentata.

La signorina Trinciabue avrebbe amato il CrossFit.

La sign.ina Trinciabue avrebbe amato il CrossFit.

Il CrossFit. Ah, che meraviglia. Certo, si tratta di uno sport parecchio pesante. La quantità di impegno e di determinazione richiesta è enorme, per non parlare del fatto che ci vuole una particolare predisposizione mentale per affrontare uno stress simile. Eppure già da qualche anno questa disciplina, che crea dipendenza e adepti come un vero e proprio culto mistico, ha abbandonato la dimensione esclusivista (se mai ne ha avuta una) e ha raggiunto le masse, coinvolgendo pure coloro che, fino a quel momento, erano stati valorosi atleti di discesa libera dal letto, ma avevano preferito far terminare lì la loro carriera agonistica. In altre parole ha coinvolto anche me.

Il segreto è quello di aver introdotto la vera grande novità nel panorama del fitness mondiale, ossia l’uso massivo dei social network, non solo attraverso i canali ufficiali (la pagina Facebook dei CrossFit HQ conta quasi tre milioni di seguaci, mentre quella su Instagram quasi due), ma anche grazie al supporto dei singoli affiliati che ogni giorno arricchiscono il web di contenuti inerenti, pubblicando video degli esercizi, mostrando fatica e risultati. Molto probabilmente qualcuno di voi avrà nella lista dei contatti almeno una persona che pratica CrossFit e che riempie il vostro News Feed di notizie sui suoi progressi di cui a voi non frega proprio nulla ma che vi dovete sorbire.

Di fatto l’idea è semplice: mostrare al mondo la ‘verità’ su questo sport facendo leva su contenuti generati dagli utenti stessi. E che questo fosse lo scopo sin dall’inizio lo si intuisce già quando si dà uno sguardo al sito ufficiale dei CrossFit HQ. Il WOD (Workout of the Day), la lista degli esercizi da affrontare durante la giornata di allenamento, viene postato giornalmente in una sezione del sito su cui è possibile lasciare commenti e confrontarsi con altri atleti. Lo stesso vale per le palestre affiliate, che ogni giorno condividono sui loro canali quale sarà l’allenamento.

Non si tratta soltanto di “ampliare la clientela”. L’uso del web come canale di divulgazione ha fatto sì che fra gli adepti del CrossFit si creasse un fortissimo senso di comunità, o meglio, di community. Se questi anni da social-addicted mi hanno insegnato qualcosa è che non c’è vita se non dentro le community e che queste hanno un’enorme utilità soprattutto quando ci aiutano a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Quando si parla di wellness non bisogna dimenticare che un ruolo chiave nella diffusione di questa filosofia di vita lo hanno avuto le web community e i blog. Su Tumblr, per esempio, spopolano i fitblr (fitness tumblr) in cui gente comune rende pubblici i propri blog attraverso foto e video e su cui è possibile trovare frasi motivazionali a cui appigliarsi nei momenti in cui il traguardo sembra troppo difficile da raggiungere.

Credits: @living-fitness

                Credits: @living-fitness

È un principio che esisteva già prima della nascita del web, quello di fare gruppo per migliorarsi insieme. Un principio che CrossFit ha fatto suo lanciando una vera e propria tendenza e spingendo milioni di utenti a raccontare la propria esperienza e il proprio approccio al fitness. Quindi la prossima volta che inciampate sull’ennesimo video di una handstand walk postato su Facebook dal vostro amico fanatico, non alzate gli occhi al cielo ed imprecate. Non è esibizionismo, fa solo parte del gioco.

Sull’Autore

Siciliana, appassionata di mille cose diverse, sono una contraddizione a forma di donna. Asociale fino al midollo, diffidente come un gatto. Scrivo perché questa vita non mi basta. Mi chiamano Vanessa, *shrug*

Articoli Collegati

Partecipa alla discussione

Partecipa alla discussione