This is a meme’s world

Il linguaggio del secolo. Più dell’inglese e del cinese, più dell’esperanto, forse persino più delle emoji (!). I meme, almeno per la Generazione Y, sono il nuovo modo di comunicare che trascende ogni barriera linguistica; complessi e ben strutturati come un vero e proprio idioma, ma intuitivi e facili da memorizzare. È vasto il campionario di situazioni ed emozioni che si possono eevil kermit memesprimere grazie a questa fantasiosa unione fra immagini e testo. Se siete dei Millennials vi sarà probabilmente capitato almeno una volta di aver visto Kermit incappucciato e di aver pensato “Oddio, capisco esattamente cosa vuole dire”, eppure in quale altro contesto storico e sociale avrebbe avuto senso una immagine del genere? Qualcuno potrebbe dire che adesso parliamo per idiozie, il che è anche vero, probabilmente nessun sociolinguista del passato avrebbe mai previsto la nascita di una lingua ideografica basata su una forma molto bassa di ironia.

Eppure è successo… e ora i meme ce li teniamo ben stretti, anzi, c’è chi li sfrutta e cavalca l’onda del loro successo con lo scopo di promuovere il proprio brand, come ha fatto Gucci, la cui ultima campagna digital sulla nuova collezione di orologi Le Marché des Merveille sembra essere stata partorita dalla mente di un quindicenne in fissa con i social.

#TFWGUCCI. Già a partire dal nome, che riprende l’abbreviazione tfw (that feeling when), spesso incipit dei meme più in voga che si trovano in giro sul web, è chiaro che il brand abbia preso in seria considerazione il concetto di native advertising, scegliendo una serie di contenuti che sembrano venuti fuori direttamente da pagine come quella di 9gag oppure Fail Blog. Gucci ha spiegato di aver scelto i meme per dimostrare come il mondo di Internet possa interferire col mondo reale, cambiando la nostra percezione delle cose (e degli orologi firmati Gucci in questo caso) e il nostro modo di comunicare.

Credits: @gucci

    Credits: @gucci

E visto che i meme sono anche una forma di espressione individuale, Gucci ha scelto di affidarne la creazione a un gruppo di artisti emergenti che nell’ultimo periodo ha spopolato sui social, guidati ovviamente dalla genialità di Alessandro Michele, il direttore creativo della casa di moda. I disegni di Polly Nor, illustratrice londinese che esplora e gioca sul concetto di femminilità demoniaca (“Disegno le donne e i loro demoni” si legge nella bio del suo profilo Instagram), così come le immagini a tratti oniriche di Emiliano Ponzi, uno dei più famosi illustratori italiani del nostro tempo, accompagnano brevi testi che ironizzano sugli orologi Gucci e sullo sfrenato desiderio di acquistarli.

I meme e l’arte sono una strana accoppiata, ma di sicuro una delle più prolifere, e sono tantissime le pagine sul tema che si sono diffuse in modo virale sul web: dall’internazionale Texts From Your Existentialists, che aggiunge in overlay le nuvolette della chat a dipinti e fotografie d’autore, fino ad arrivare all’italiana Se i quadri potessero parlare che conta anche numerose varianti regionali (Se i quadri potessero parlare palermitano, napoletano, pugliese, etc).

In un certo senso, si può quasi parlare di una forma d’arte a sé stante, un rifacimento della tecnica del collage che esordì agli inizi del Novecento con Picasso e che esplose negli anni ’80 durante il periodo della Pop Art. Certo fa strano pensare che questo curioso modo di far ridere, che nella maggior parte dei casi è così nonsense da strappare un sorriso proprio per la sua mancanza di logica, possa essere considerata in un lontano futuro la corrente artistica di questa generazione. Chissà che il Louvre nel prossimo secolo non allestisca una stanza dedicata a Kermit con il cappuccio nero sugli occhi. Spero di no. A tutto c’è un limite.

Sull’Autore

Siciliana, appassionata di mille cose diverse, sono una contraddizione a forma di donna. Asociale fino al midollo, diffidente come un gatto. Scrivo perché questa vita non mi basta. Mi chiamano Vanessa, *shrug*

Articoli Collegati

Partecipa alla discussione

Partecipa alla discussione