#TechFriday: iCon, lo smart condom

C’era da aspettarselo: la tecnologia ci ha raggiunti anche sotto le lenzuola. “Embè?” mi direte “i più svariati vibratori esistono oramai da decine di anni, sei appena atterrata da Marte?”. Ma no, miei teneri e immacolati lettori, nulla di così obsoleto.. mettetevi comodi sulle sedie: oggi parliamo di iCon.

Questo simpatico oggettino, che potete procacciarvi alla modica cifra di 60 dollari, è nientepopodimeno che uno smart condom: per farla breve, trattasi dell’arma a doppio taglio che potrebbe farvi capire, sulla base di dati oggettivi, quanto le vostre chiacchiere da spogliatoio sono lontane dalla realtà dei fatti. Ma bando alle scemenze e alle facili battute: vediamo meglio di cosa si tratta e cosa promette.

Per essere puntigliosi, più che un condom è un anello riutilizzabile “resistente all’acqua, leggero e ricaricabile tramite cavo usb”, come si può leggere nella scheda del prodotto, che va posizionato sulla base del preservativoUna volta in postazione, promette di fornire una serie di informazioni e dati molto interessanti: innanzitutto la British Condoms, azienda produttrice di iCon, sostiene che sarà in grado di individuare alcune tra le malattie sessualmente trasmissibili più comuni (si parla di candida e sifilide); molto utile, se pensiamo che soltanto nell’Unione Europea si sono registrati più di 3 milioni di casi di clamidia nell’ultimo decennio (2005-2014) – e parliamo solo di quelli segnalati. 

iCon-Smart-Condom

Oltre a questa funzione indubbiamente pratica ed innovativa, il dispositivo dovrebbe registrare ed inviare ad un’app dedicata sul telefono (per ora disponibile solo su iOS) una lunga serie di dati, tra cui le calorie bruciate durante il rapporto, velocità e numero delle spinte, durata e frequenza delle prestazioni (e qui casca l’asino…), misura della circonferenza e finanche redigere uno storico delle posizioni effettuate. Evidentemente la notizia del lancio di questo prodotto ha avuto un certo successo: sono già oltre 96mila le persone che hanno pre-ordinato iCon per essere certe di non farselo sfuggire non appena sarà disponibile per l’acquisto.

Ovviamente i dati saranno raccolti in modo anonimo, ma gli utilizzatori più social potranno sfruttare il magico pulsante “condividi” per pubblicare la propria “scheda tecnica” su Facebook et similia, pavoneggiarsi con gli amici e ascendere all’Olimpo degli dei dell’ammòre – o forse per buttare alle ortiche qualunque rimasuglio di credibilità: d’altra parte, la matematica non mente. 

E vi dirò, per quanto riguarda me, dopo questa notizia sono più che mai felice di non avere mio padre tra gli amici di Facebook: passino le richieste di aiuto su Farmville, ma sono abbastanza certa che non potrei sopravvivere al momento in cui dovesse erroneamente condividere le proprie statistiche via social con tutto il globo terracqueo.

Sull’Autore

Bolognese, amante della birra, fonico e web editor - non necessariamente in questo ordine. Scrivo da sempre, quasi sempre per uso personale. Mentalmente iperattiva, fisicamente bradipo: se mi vedi correre è meglio che corra anche tu perché probabilmente c'è qualcosa che mi insegue. Nel tempo libero suono, leggo, scrivo, traduco, organizzo eventi, assaggio birre, viaggio, organizzo viaggi persino in viaggio, torno e ricomincio da capo; nel tempo libero dal tempo libero mi annoio, ma non ho mai tempo per farlo.

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