LOGAN e la Fine delle Cose

Arrivato al cinema il 3 marzo 2017 “Logan” ha sortito l’effetto sperato, ovvero una chiusura forte, un epilogo sentito e intenso per un eroe che, condannato all’eternità, ha smesso di crederci. Hugh Jackman porta al successo con maestria la sua ottava e forse più toccante interpretazione del supereroe Marvel più bestiale e tormentato di sempre.

Film a sé stante rispetto agli altri è diretto da James Mangold, il quale prende spunto dalla serie a fumetti “Old Man Logan“. Tutto è distinto da un grande realismo di fondo. L’uso degli effetti speciali infatti è assolutamente funzionale e per nulla eccessivo. La storia funziona, muovendosi bene tra viaggio, azione e riflessione.


È l’anno 2029 e di mutanti non ne nascono più, restano solo i vecchi, reietti e decadenti. Logan, anche lui molto invecchiato e avvelenato dall’adamantio, si prende cura di un anziano professor Xavier (Patrik Stewart) afflitto da una malattia neuro-degenerativa. Insomma i giorni di gloria sono finiti e il nostro Wolverine guida limousine nel tentativo di “tirare avanti”.

Gli eventi porteranno alla luce una terrificante verità sulla quasi estinzione dei mutanti e assieme a essa, una ragazzina di nome Laura (Dafne Keen), che si rivelerà essere un’esponente della nuova generazione mutante. La pellicola ci trascina in un inseguimento estenuante verso una luce fino all’ultimo messa in dubbio, inseguimento popolato da antagonisti instancabili e a volte davvero fastidiosamente tenaci (multinazionale Essex Corp).

Quest’ultimo episodio si distingue dagli altri per la sua visione umana e reale della sofferenza, che si prende di prepotenza gli eroi che amiamo e li trascina nel fango assieme a noi. Riusciamo a distinguere una famiglia metaforica nei tre protagonisti, una famiglia che cerca una normalità anche nella fuga e nella disperazione (toccante il discorso di Xavier).

Questo grande senso di realtà è così forte però da rendere il tutto forse un pochino meno drammatico e straziante di quanto sarebbe potuto essere (con questo non voglio assolutamente dire che il film non vi spaccherà in due). Xavier ci regala nei momenti di lucidità vere perle di saggezza, mentre Logan nel suo rassegnato e violento rimuginare mette sul tavolo la forza di chi sta facendo gli ultimi pesanti passi della propria esistenza.

Logan e Xavier ci hanno insegnato che prima o poi dobbiamo toglierci il “mantello” e combattere a mani nude contro noi stessi; ci hanno insegnato che l’eroismo è reale quanto lo può essere un confine e che ognuno di noi può lasciare una grande eredità. “Logan” è indubbiamente la fine delle cose ed è indubbiamente, e in ogni caso, difficile da affrontare.

 

Sull’Autore

Classe 1994, vivo a periodi alterni nella magica Bologna. Studio arti visive al Dams, scrivo, suono, canto e disegno. Quando capita faccio anche l'imbianchino.

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