Cristicchi e la post-verità nel 2010

La parola del 2016 è stata “post-verità”, e in questi primi mesi del 2017 in molti (me compreso) sembrano aver preso coscienza di cosa sia e di cosa comporti: in particolare, mi sembra sia un ottimo antidoto contro l’imperante populismo socio-politico. Nel 2010, però, non solo non avevamo idea di cosa fosse la post-verità, ma neanche andava di moda il termine “populismo”. Sette anni fa il mondo era diverso – io, ad esempio, non avevo uno smartphone e neanche un profilo Facebook, Instagram o Twitter.

Questo articolo, come titolo alternativo, potrebbe avere “E il premio lungimiranza va a…”, perché qualche settimana fa, prima che iniziasse Sanremo, mi è capitata tra le orecchie una canzone di Simone Cristicchi che all’epoca mi era sì piaciuta, ma alla quale nel 2010 avevo dato un significato tutto diverso.

È successo nei primi giorni di Febbraio: serata a casa, non ho sonno, mi metto a letto e accendo la tv. Su Rai 3, in seconda serata, va in onda Il mio Sanremo. Titolo boh, però decido di guardarlo perché il protagonista della monografia è Cristicchi (che nel frattempo è diventato un mix tra Rino Gaetano e Dario Brunori). Viene ripercorsa la sua carriera sanremese (nel 2007 vinse con Ti regalerò una rosa) e ad un certo punto si arriva al 2010 e a Meno Malequella canzone simpatica con il ritornello “Meno male che c’è Carla Bruni”.

simone cristicchi

Simone Cristicchi durante il suo spettacolo teatrale “Il secondo figlio di Dio”

Alcune canzoni non vincono il famoso festival canoro ma restano comunque simboli di un’edizione, e rimangono anche nella nostra memoria.
Nel 2010 pensai che la canzone parlasse della disinformazione incolpando i media, colpevoli di trascurare i fatti importanti per parlare di banalità. Nel 2017 invece mi rendo conto che la canzone è soprattutto un’accusa verso chi non si informa correttamente e verso i populisti. Prendiamo qualche verso:

C’è – l’Italia s’è desta ma
dipende dai punti di vista
C’è la crisi mondiale che avanza
e i terremotati ancora in vacanza

Che personalmente mi ricorda chi, nel 2017, si lamenta dei politici che invece di pensare a creare posti di lavoro pensano agli immigrati che intanto prendono 35 euro al giorno per stare spaparanzati negli hotel a duecento stelle. O ancora:

Osama è ancora latitante
l’ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
se sbaglio mi corrigerete

Nel 2010 la diffusione dei social media era agli inizi, eppure sette anni dopo in questi versi non rivediamo i diffusori di bufale, quelli che scrivono e ri-condividono cazzate, per di più in un italiano pessimo? E poi la perla:

La verità è come il vetro
che è trasparente se non è appannato
per nascondere quello che c’è dietro
basta aprire bocca e dargli fiato!

Perché più scemenze vengono dette, più è difficile vedere la verità.

Sette anni dopo, penso che possiamo tranquillamente prendere il testo di Meno Male e affermare che, con lungimiranza, Simone Cristicchi ha parlato di questa contemporaneità social, populista e post-veritiera.

Sull’Autore

Laurea triennale in Scienze della Comunicazione; appassionato di cinema, musica e sport. Sto ancora cercando di capire cosa farne della mia vita.

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