SPLIT: Bene ma non Benissimo

Qualche sera fa mi sono lasciato solleticare gli occhietti dal nuovo lavoro di M. Night Shyamalan, lavoro che porta il nome di Split. La pellicola porta alla gentile attenzione del pubblico le 23 personalità che albergano nella mente di Kevin e che si dividono più o meno pacificamente la “luce”.

Kevin è un caso molto raro e viene seguito da una psichiatra fortemente affascinata dalle dinamiche che intervengono tra le varie personalità. Questa pellicola, definita come thriller/horror, si muove abbastanza agilmente tra le due sponde di genere sviluppandosi inizialmente in un’atmosfera da thriller psicologico, per poi virare su una sinistra e terrificante rivelazione riguardo ad una fantomatica “bestia”.

Kevin, ora controllato da due personalità malvagie e determinate ad evocare la bestia, rapisce tre ragazzine, le quali tenteranno di fuggire in tutti i modi dalla prigionia. Ben presto queste vittime sacrificali comprendono di essere in guai peggiori del previsto, e anche la signora Fletcher (la psichiatra) vede mutare il suo interesse accademico in terrore puro.

Split ha molti punti forti, come l’incredibile interpretazione di James McAvoy, la forte tematica trattata e una storia che tutto sommato tiene. Però anche tenendo conto di tutto questo, la “storia che tutto sommato tiene” pare tutta una scusa per poter finalmente parlare di quello che ci interessa: la pazzia di Kevin. Anche Casey (Anya Taylor-Joy), pur essendo uno dei personaggi principali, è ricoperta dal velo della vittima funzionale.

Molto interessante è il lavoro di frammentazione parallela tra la mente di Kevin e il luogo in cui vive, per non parlare del modo in cui le personalità si manifestano alle ragazzine rapite: la porta della camera infatti in quel caso diviene l’astrazione della zona di “luce”, ovvero lo stato in cui una delle personalità prende il controllo di Kevin.

La tensione è mantenuta molto bene e tutto scorre senza grossi impedimenti. Come suo solito il regista ha voluto fare un regalino dell’ultimo minuto per i cultori dei suoi film più riusciti, regalino che conferisce alla pellicola una una certa collocazione di senso. Shyamalan, con il suo Split, torna sulla retta via con un buon film… ma certo nulla di mirabolante.

Sull’Autore

Classe 1994, vivo a periodi alterni nella magica Bologna. Studio arti visive al Dams, scrivo, suono, canto e disegno. Quando capita faccio anche l'imbianchino.

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