#IlGiroDelMondo: Udaipur

Nel cuore del Rajasthan, in un’area lussureggiante che tocca temperature spesso tropicali e su cui si abbattono annualmente i monsoni sorge quella che i locali amano chiamare “la Venezia d’Oriente”: Udaipur, una città indiana di rara bellezza ed eleganza. Fondata nel XVI secolo dal celebre marajah Udai Singh dopo la conquista musulmana della precedente capitale del suo regno, Udaipur rimane nella memoria, soprattutto, per i diversi, limpidi laghi che la bagnano.

Il lago Pichola al tramonto

Il lago Pichola al tramonto

Tre sono i principali specchi d’acqua che caratterizzano la città: il più grande, il Lago Pichola, il Fateh Sagar e il Saroop Sagar. Importante è sottolineare come si tratti, in ogni caso, di laghi artificiali la cui ideazione risale circa al 13oo: creati grazie ad un avanzato sistema di dighe per sopperire ai fabbisogni idrici dell’importante centro commerciale, mercantile e politico che Udaipur è stato per diversi secoli, spesso si svuotano in periodi di particolare siccità, per poi tornare colmi con la stagione dei monsoni. Se il Lago Pichola, nella sua fiera grandezza, si ammira al meglio al tramonto dall’alto del City Palace e custodisce quattro isole artificiali – Jag Niwas, interamente ricoperta da uno sfarzoso Lake Palace in stile rajput, Jag Mandir, che ospita un palazzo omonimo, Mohan Mandir, dalla quale il re assisteva al festival di Gangaur e Arsi Vilas, ex deposito di munizioni e, al giorno d’oggi, santuario ornitologico – più tranquillo, pacifico e cristallino è il Fateh Sagar, circondato di villette ed alberi. A collegare i laghi sta un ponte ad arco del 1800.

Se la città è dunque conosciuta come Venezia d’Oriente, è facile comprendere come si sia aggiudicata anche il titolo di “città bianca”: tra il fiabesco City Palace che troneggia con aria romantica sul Pichola e l’architettura aristocratica che si può ammirare in diversi angoli del centro, non è difficile notare un massiccio utilizzo del marmo come materiale di costruzione. Il fiammeggiante Palazzo Reale – il più grande di un Rajasthan che pullula di regge – ha costituito per diversi secoli la sede principale della corte del marahana locale. Un titolo, questo, che, diversamente dal più diffuso “marajah“, può essere vantato soltanto dalla famiglia nobile di Udaipur per essere riuscita a resistere a tutti i tentativi di invasione dalla fondazione della città e non aver mai perso una guerra. La fierezza e la maestosità di una simile famiglia si nota in ogni curato dettaglio dell’edificio, le cui sale solo riccamente decorate in uno stile a cavallo tra il mondo hindu e quello islamico dei vicini Moghul. I più attenti, tra l’altro, ricorderanno questo immenso edificio dal set di uno dei film di 007, Octopussy: Operazione Piovra. Poco lontano dal centro, incastonato appositamente tra le floride montagne degli Aravali, sorge anche il Monsoon Palace, fatto costruire dalla dinastia locale per ripararsi nel periodo dei monsoni.

Il Giardino delle Dame

Il Giardino delle Dame

L’influsso dei marahana di Udaipur non rimane, però, estraneo al cuore pulsante della città: se, tra cammelli ed elefanti che trasportano tranquillamente carretti per strada affiancati da automobili e moto, può sembrare che lo sfarzo di un tempo non abbia toccato più di tanto il tessuto urbano “comune”, è grazioso notare come si nascondano, tra una bottega del centro e l’altra, piccole, eleganti perle. Un esempio su tutti è indubbiamente il Saheliyon-ki-Bari, letteralmente il “Giardino delle Dame.” Oasi verde di pregiata bellezza in una regione nota per la sua frequente aridità, questo lussureggiante giardino è costellato di statue di elefanti, piccole pagode e fontane nascoste che contribuiscono a ricreare il rumore rilassante di una pioggerellina primaverile anche nell’arsura del mezzogiorno indiano. Fiori di loto, palme ed altre piante esotiche offrono così riparo dal sole e, nel contempo, piacere per gli occhi di chi ha la fortuna di avventurarsi in questo angolino poco visitato di città.

Sull’Autore

Studentessa di Giornalismo e Diritti Umani a Parigi. Appassionata di troppe cose per elencarle tutte. Per MDC mi occupo di viaggi e polemiche.

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