#ilgirodelmondo: Cracovia

Ex capitale della Polonia prima di Varsavia, distrutta e ricostruita più volte nel corso della sua travagliata storia e successivamente sede di una delle università più antiche del mondo, la città di Cracovia è un piccolo e vivace gioiello che sta vivendo un periodo felice per il turismo grazie ai nuovi collegamenti operati delle compagnie aeree low cost, cosa che la rende la meta ideale per un weekend fuori dall’Italia. Capitale europea della cultura nel 2000, fu anche la prima città a ricevere dall’Unesco (nel 2013), il riconoscimento di Città della Letteratura. Nonostante la sua dimensione non certo enorme è piena di monumenti ed attrazioni interessanti e dunque… da dove cominciare? Vediamo assieme gli imperdibili!

A pochi passi dalla piazza principale, sulla collina del Wavel, si trova il Castello di Cracovia, patrimonio dell’umanità per l’Unesco: la leggenda narra che in quel punto, vicino al fiume, vivesse un drago che terrorizzava la città, e che per liberarsene il re promise a chi fosse riuscito ad ucciderlo la metà del suo regno e sua figlia in sposa. Tanti cavalieri si avvicendarono tentando l’impresa senza successo, finché un calzolaio ebbe l’idea di dargli da mangiare una pecora imbottita di zolfo che lo costrinse a bere tanta acqua da scoppiare; il drago è ancora visibile all’ingresso del castello e accoglie con aria minacciosa i visitatori. Il castello è tuttora un luogo simbolo dell’intera nazione, e sono visitabili buona parte delle sue stanze, molte delle quali decorate dagli arazzi intessuti dagli artigiani di Bruxelles per conto del re Sigismondo Augusto. A fine visita si può scendere nella Caverna del Drago (Smocza Jama), un percorso all’interno di una grotta che sbocca sulla riva della Vistola, che secondo la leggenda era la tana del temibile animale.

Sulla stessa collina, di fianco al castello e cinta dalle stesse mura, sorge l’imponente Cattedrale dedicata ai Santi Stanistao e Venceslao: alla struttura originaria in stile gotico, costruita tra il 1320 e il 1364, si aggiunsero poi ben 19 cappelle gotiche, barocche e rinascimentali. Una delle torri contiene la Campana di Sigismondo (Dzwoń Zygmunt), ottenuta fondendo il metallo delle palle di cannone, che pesa ben 11 tonnellate. Ancora oggi viene fatta suonare in alcune occasioni speciali: quando questo accade ci vogliono 10 persone per riuscire ad azionarla e i suoi rintocchi si sentono fino a 12 km di distanza dalla città.

Castello di Cracovia

Il Castello di Cracovia

Sempre affollata, piena di lucine e bancarelle natalizie in inverno, di tavolini all’aperto in estate e circondata dai numerosissimi Jazz Club sotterranei, la Città Vecchia (Stare Miasto) è anch’essa patrimonio dell’umanità; quasi completamente pedonalizzata, il suo fulcro è il Rynek, la piazza del mercato.
Al centro della piazza troviamo l’edificio del Sukiennice: un tempo mercato di tessuti, ora ospita un mercatino di artigianato in cui fermarsi a cercare qualche souvenir (magari un gioiello in ambra, di cui la Polonia è una delle fonti principali) e su un lato la famosa Chiesa di Santa Maria, con le torri di differente altezza.

Ogni giorno, allo scoccare di ogni ora, sentirete una breve sinfonia che si interrompe all’improvviso: è l’omaggio della città ad uno dei suoi custodi, che nel 1420 vegliava sulla torre e quando vide l’esercito dei tartari in arrivo diede l’allarme con la sua tromba, ma venne interrotto dalla lancia di un nemico che gli trapassò la gola uccidendolo. Durante la conseguente guerra contro i tartari la città venne quasi interamente distrutta, ma l’allarme lanciato dalla vedetta permise agli abitanti di prepararsi alla difesa e di non arrendersi senza combattere.

Rynek, piazza centrale della città

Rynek, piazza centrale della città

Proseguendo verso sud si giunge al quartiere di Kazimierz: la comunità ebraica di circa 65.000 persone che lo abitava si ridusse a 6.000 unità nel 1945, a seguito delle deportazioni. Abbandonato per decenni dopo la fine della guerra a causa della sua fama tragica, tornò alla ribalta nel 1993 grazie alla bellissima rappresentazione realizzata nel film di Spielberg Schindler’s List, che ha dato un forte impulso alla rinascita e riscoperta turistica del quartiere ebraico di Cracovia. Dopo aver visto un paio delle quattro sinagoghe che è possibile visitare attualmente, fermatevi per una birra e un piatto tradizionale ashkenazita in uno dei piccoli bar, club e locali che lo rendono forse il quartiere più vivace della città, grazie anche ai numerosi studenti ed artisti che si sono stabiliti nelle sue case.

Il campo di sterminio di Auschwitz

L’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz

“Gli altri prigionieri di Auschwitz popolano la mia memoria della loro presenza senza volto e se potessi racchiudere in un’immagine tutto il male del nostro tempo, sceglierei questa immagine, che mi è familiare: un uomo scarno, dalla fronte china e dalle spalle curve, sul cui volto e nei cui occhi non si possa leggere traccia del pensiero.”

Le parole di Primo Levi, che in questo luogo fu rinchiuso per quasi un anno, possono darci una vaga idea dell’orrore che si consumò nel perimetro dei muri di uno dei campi di sterminio più tristemente famosi al mondo: parliamo di quello di Auschwitz-Birkenau, il più grande mai costruito, che si trova a circa 70 km di distanza da Cracovia.

Più di un milione di persone tra cui ebrei, zingari, omosessuali e disabili furono torturate ed uccise qui, tra sofferenze atroci che la politica, la Chiesa e il resto del mondo non vollero vedere. Eletto dall’Unesco patrimonio dell’umanità “come prova del tentativo metodico, crudele, disumano di negare la dignità umana a gruppi considerati inferiori, portando al loro assassinio sistematico”, oggi il campo è un museo a cielo aperto in cui ripercorrere la storia e la fine tragica dei prigionieri attraverso oggetti, scritte e foto conservate in alcuni dei blocchi.

Miniere di sale di Wieliczka

Cappella di Santa Croce – Miniere di sale di Wieliczka

Rimanendo nei dintorni, a circa 15 km da Cracovia si trova il paesino di Wieliczka con le sue enormi miniere di sale: anch’esse riconosciute patrimonio dell’umanità nel 1978, si snodano per 245 km di corridoi sotterranei, a profondità che vanno dai 64 ai 327 metri sotto terra. Durante la visita guidata turistica, che dura un paio di ore, è possibile visitare alcune delle numerose stanza di questa enorme miniera, tra cui la Cappella di Santa Croce (22.000 metri cubi e no, non ho sbagliato a scrivere: ventiduemila-metri-cubi!) ricoperta di bassorilievi completamente intagliati nel sale, che già da sola varrebbe l’intera visita. Finito il tour di circa 3 km a piedi, è possibile rifocillarsi nel ristorante posto a 135 metri sotto terra… Decisamente un’esperienza singolare!

Sull’Autore

Bolognese, amante della birra, fonico e web editor - non necessariamente in questo ordine. Scrivo da sempre, quasi sempre per uso personale. Mentalmente iperattiva, fisicamente bradipo: se mi vedi correre è meglio che corra anche tu perché probabilmente c'è qualcosa che mi insegue. Nel tempo libero suono, leggo, scrivo, traduco, organizzo eventi, assaggio birre, viaggio, organizzo viaggi persino in viaggio, torno e ricomincio da capo; nel tempo libero dal tempo libero mi annoio, ma non ho mai tempo per farlo.

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