I 10 social media e communication epic fail del 2016

Ormai un altro anno è passato, e quanti epic fail sono passati sotto i nostri attenti occhi… Troppi, tremendi, a volte simpatici ma spesso semplicemente tristi. Mangiatori di Cervello vi propone quindi una classifica, per rinfrescarvi la memoria e ricordarvi cosa non va mai fatto sul web e nella comunicazione pubblicitaria!

10. Le star e i loro SMM distratti
Da Gianni Morandi che pubblica il testo con le indicazioni per la pubblicazione stessa a Matteo Renzi che posta su Facebook una didascalia politically incorrect, tantissime star e personaggi pubblici a volte non prestano attenzione a ciò che il loro Social Media Manager gli scrive, tanto da pubblicare il pacchetto completo senza “aggiustare” i titoli delle proprie foto!

La didascalia "politically incorrect" di Renzi

La didascalia “politically incorrect” di Renzi

9. La finta folla della Raggi
Il social team di Virginia Raggi usa una foto scattata ad un concerto di David Guetta da un fotografo rumeno, facendola passare per una delle foto di rito ad un suo comizio. Nonostante la smentita del fotografo, la foto non viene ritirata e le scuse ufficiali tardano ad arrivare.

Il finto comizio di Virginia Raggi

Il finto comizio di Virginia Raggi

 

8. Decathlon vs i lettori
Ebbene sì, Decathlon cade nel più grande dei cliché e promuove lo sport perché “non è necessario leggere”; la mossa sbagliata ha chiaramente suscitato scalpore poiché Decathlon ha sempre mantenuto una condotta esemplare soprattutto nei confronti delle famiglie, le più toccate, in questo caso, dall’epic fail.

Lo scivolone di Decathlon

Lo scivolone di Decathlon

 

7. Eredi Corazza e la foto incriminata
Eredi Corazza è un’azienda storica, dal 1930 vende scarpe di alta qualità solo made in Italy, ma scivola nel 2016 con una campagna pubblicitaria disdicevole: seppur ispirata al grandissimo Boris Bidjan Saberi, la campagna risulta volgare, quasi un inno al femminicidio. Le critiche sono durissime e non tardano ad arrivare, l’epic fail è enorme, si scusa solo l’azienda produttrice delle scarpe, la IXOS, mentre Eredi Corazza tace.

Il post incriminato di Eredi Corazza

Il post incriminato di Eredi Corazza

 

6. Il misterioso palazzo di ghiaccio e l’instant marketing
Nessuno si sarà fatto sfuggire il misterioso palazzo di ghiaccio spuntato a Milano per mano di E.ON Italia il 13 dicembre 2016; infatti così è stato anche per Edison che sfruttando l’instant marketing, però, non fa il suo bene bensì quello del concorrente. E.ON prontamente ringrazia, e la figuraccia è fatta.

schermata-2016-12-21-alle-11-37-30

czjklhgwgaaa3fl-jpg-large

Instant marketing di E.ON (foto sotto) in risposta al marketing targato Edison (foto sopra)

 

5. GAP e i controlli mancati
Quando si lancia una campagna pubblicitaria è sempre bene ricontrollare i dati storici su cui essa andrà a basarsi… “Piccola” dimenticanza per GAP, la quale decide arbitrariamente che lo shuttle decollò con una dozzina d’anni di anticipo, scrivendo 1969 anziché 1981. L’azienda viene subito ripresa e l’epic fail è servito!

Epic fail by GAP

Epic fail by GAP

4. UE, cosa mi combini?
Con l’inserimento delle foto sui pacchetti delle sigarette, oltre al malcontento dei fumatori, è spuntato fuori un piccolo problemino: una delle tante immagini usate è stata estrapolata dal suo contesto, utilizzata senza permesso e riprodotta su migliaia di pacchetti di sigarette. Dopo un’operazione alla schiena, infatti, un uomo spagnolo si ritrova come simbolo dei danni causati dal fumo: precisamente, la sua foto indica che fumare “provoca embolie e disabilità”. La denuncia arriva subito, assieme alla figuraccia per l’ufficio marketing UE che non controlla le fonti.

La foto che ritrae l'uomo spagnolo dopo il suo intervento alla schiena

La foto che ritrae l’uomo spagnolo dopo il suo intervento alla schiena

3. Piovono Zucchine e figuracce
Nella Top 3 troviamo il caso già analizzato da Mangiatori di Cervello di “Piovono Zucchine“(qui l’articolo con l’analisi completa del caso), il ristorante che ha subito una fortissima social media crisis a causa di un post poco “corretto” che associava il terremoto del Centro Italia del 30 ottobre 2016 ad Halloween.

L'uso poco corretto dei social di Piovono Zucchine

L’uso poco corretto dei social di Piovono Zucchine

2. La campagna pubblicitaria per il Fertility Day
Al secondo posto la tremenda, inefficace e scandalosa campagna pubblicitaria creata per promuovere il Fertility Day. Ci sono poche parole per spiegare cosa sia successo e come sia arrivata il ministro Lorenzin ad approvare una campagna del genere, ma è successo, è stato tremendo, e quindi non potevamo fare altro che inserirlo nella nostra Top 10.

La campagna "errore" per il Fertility Day

La campagna “errore” per il Fertility Day

1. Melegatti e la pubblicità anti-omosessualità
Il primo posto della nostra classifica lo merita, suo malgrado, Melegatti, che a fine 2015 fa uscire una campagna pubblicitaria che nei primi giorni del 2016 si mostra in tutta la sua oscenità al pubblico italiano. L’azienda, dopo il mega scivolone, dichiara di affidarsi ad un’agenzia esterna e si dissocia da ciò che è stato distribuito a suo nome… Peccato che chiunque lavori nel settore sa bene che nessuna agenzia si permetterebbe di distribuire nulla senza il consenso del proprio cliente!

aaeaaqaaaaaaaaw3aaaajdyyzjazztayltawnjetnde0ys1hztc0lwezztczmdcyzdeznw

La pubblicità omofoba di Melegatti

 

Il tentativo di redimersi dell'azienda

Il tentativo di redimersi dell’azienda

 

Sull’Autore

Dal 1992 abitante della bassa bolognese, appassionata di serie tv, intrattenimento e advertisement; particolarmente avvezza alle chiacchiere. Dopo una laurea in Scienze della Comunicazione a Bologna ed una laurea specialistica in Pubblicità, Comunicazione Digitale e Creatività d'impresa a Reggio Emilia, sono responsabile della comunicazione e del marketing in un'azienda bolognese.

Articoli Collegati

Partecipa alla discussione

Partecipa alla discussione