La grande storia della Ping Pong Diplomacy

Nagoya, Giappone, marzo del ’71.
Glenn
si è perso. I suoi compagni si sono dimenticati di lui in quella piovosa mattinata di allenamenti. Glenn ha diciannove anni e si è perso in un Paese straniero; va in leggera agitazione. Corre verso i parcheggi. Possibile la squadra si sia dimenticata di lui? Proprio lui, Glenn Cowan, promessa della tennistavolo americana? Chi cazzo gliel’aveva detto di accettare la convocazione a quel maledetto Mondiale di ping pong? Aveva anche degli esami indietro, a casa negli USA.
Glenn vede un bus. Non sembra quello della delegazione americana. La foschia di quella giornata di merda a Nagoya è tanta, ma Glenn intravede delle tinte rosse ai lati del bus. Un finestrino si abbassa. Un tipetto con gli occhi a mandorla gli fa cenno di entrare.

121660203_zedong2_382637c

Glenn Cowan e Zhuang Zedong

Aperta parentesi.
Dopo la sconfitta nella guerra civile del Partito Nazionalista appoggiato dagli americani e la vittoria dei comunisti, con conseguente fondazione della Repubblica Popolare Cinese di Mao Tse Tung, i rapporti tra Cina e USA non erano difficili o complicati. Non vi erano per niente.
La guerra di Corea negli anni ‘50 aveva contribuito a delineare i due blocchi mondiali, che vedevano da una parte gli USA e tutto l’Occidente, dall’altra l’URSS e i suoi alleati, con i cinesi in primis. Nei primi anni ‘70, però, le divergenze ideologiche e politiche fra URSS e Cina erano ormai una crepa che non poteva essere coperta dal classico tappeto del salotto, non a caso Nixon e Kissinger avevano cominciato a limare gli spigoli verso il Paese asiatico, ma ancora nulla di tangibile era stato fatto effettivamente.
Chiusa parentesi.

960

Tom Hanks in Forrest Gump.

Comunismo, dittatura, purghe. Nemici.
Saranno stati questi i primi pensieri che hanno affollato la mente di Glenn Cowan vedendo quel ragazzo cinese fargli cenno di entrare nel bus. Però beh, alla fine quel bus è l’unico modo per arrivare al villaggio della delegazione americana. Quindi sale sul bus. Glenn non lo riconosce da fuori, ma a ospitarlo nel bus è Zhuang Zedong, tricampione del mondo. L’emozione di Glenn è forte, ma forte è anche la barriera linguistica, che non permette ai due di comunicare a dovere. Come segno delle sue intenzioni amichevoli, Zhung dona un fazzoletto di seta con raffigurati i monti Huangshan. Glenn, colto nella totale impreparazione, trova solo un pettine. Rimedierà di lì a poco, visto che il bus arriva a destinazione nel villaggio della delegazione americana, e qualche giorno dopo,  alla fine di una gara di Zhuang, Glenn regala al campione cinese una maglietta col simbolo della pace e la scritta “Let It Be”, chiaro riferimento ai Beatles, dei quali Cowan era sfegatato fan.

nixon_mao

Mao Tse Tung riceve Richard Nixon

È scattata la scintilla. Qualche mese dopo, Mao in persona invita la delegazione americana di ping pong a Pechino per giocare delle amichevoli, la quale puntualmente accetta. Nixon, dal canto suo, non tarda a ricambiare, invitando la delegazione cinese a Detroit l’anno dopo.
La portata di queste “amichevoli” (fra l’altro scommetto che ne avete visto qualche assaggio in Forrest Gump) è importantissima, visto che servirono per la completa distensione fra le due potenze politiche. La Cina che “mollava” la presa sovietica era un fattore fondamentale nella Guerra Fredda, dove finalmente gli USA si trovavano in largo vantaggio. Di lì a poco, il Presidente americano Nixon nel febbraio 1972 veniva ricevuto da Mao Tse Tung a Pechino.

La Ping Pong Diplomacy, così venne chiamata quella distensione fatta di racchette, amichevoli e passaggi fortuiti, aveva avuto successo.

Sull’Autore

Comunicatore, laureando, apprendista storyteller, social media strategyst, antipatico e divoratore di pizze. Per MdC cerco di collegare cultura pop e storytelling come se esistesse veramente una relazione fra le due cose.

Articoli Collegati

Partecipa alla discussione

Partecipa alla discussione