#Erenziecheffà? Proiezioni e ombre lunghe del referendum

Piccola premessa, secondo me doverosa, su questi risultati del referendum: quel 40% con cui il Sì ha fatto valere le sue ragioni è un dato che è totalmente di proprietà, con tanto di marchio copyright, di Matteo Renzi.

Quel 40% è una parte di popolazione che ha scelto proprio Renzi, la sua linea politica, le sue idee, la sua riforma.

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Il fronte del No, quel 59% e spiccioli, è decisamente più frammentato e poco coeso, sicuramente non inclusivo. Un fronte fatto da piccole fazioni che hanno fatto dell’odio verso Renzi una nebbia cognitivo-comportamentale in grado di spostare l’interesse dell’opinione pubblica dal merito della riforma alla decisione di mandare a casa il nuovo che avanza.

Sicuramente Renzi ha peccato di tracotanza, di hubris (hybris, per gli amanti delle tragedie greche), portando sulle sue spalle il peso sia della vittoria che della sconfitta.

Innegabile è il fatto che Renzi è tutt’altro che defunto: vorrei ricordare ai miei concittadini italiani anti-renziani che l’ebetino di Firenze ha lavorato per mille giorni con un parlamento che l’Italia ha votato e che con questo referendum ha bocciato. Lui, il Premier, non lo ha votato nessuno e nessuno lo farà mai, perché il Premier lo sceglie il Presidente della Repubblica.

Risultati referendum costituzionale regione per regione (fonte forexinfo)

Un parlamento fatto di Razzi, di Scilipoti, di Brunetta e centristi, leghisti, complottisti: il peggior parlamento dal ’46 ad oggi, a mani basse.

Quindi la prima domanda che pongo è: cosa vi aspettavate che potesse fare? Illuminare di immensa saggezza elementi come quelli sopra citati? Un miracolo, in pratica.

Secondo dato interessante e da non sottovalutare: gli italiani all’estero.

Nonostante le polemiche per le lettere e le caramelle lanciate dal pifferaio toscano ai connazionali all’estero, il Sì ha vinto praticamente ovunque nel globo terracqueo. Il che ci dovrebbe far rizzare le orecchie: è possibile che i nostri compatrioti, lontani dalle nebbie del fronte del No più chiacchierone e urlatore, abbiano visto meglio di noi stanzianti su suolo italico?

Il dubbio si sta insinuando.

E adesso?

Beh, cari miei, adesso sono “uccelli per diabetici“: Renzi lascia un paese profondamente diviso non in due, ma in mille pezzi. 

Risultati referendum costituzionale regione per regione (fonte forexinfo)

Sinceramente non vedo nessuno in giro in grado di riunire sotto un unico programma credibile e sensato il popolo arrabbiato e inquieto che ha animato la vittoria del No.

Sicuramente si parlerà di governo traghettatore: ci sono una legge di stabilità (ovvero quanti soldi si potranno spendere e come, e quante tasse ci dovremo beccare) e una legge elettorale da scrivere (dopo le difficoltà enormi e invalicabili dei precedenti tentativi a fare da sfondo), gli impegni europei e internazionali a cui siamo convocati come Paese.

Risultati referendum costituzionale regione per regione (fonte forexinfo)

In pratica Renzi ha fatto quello che era giusto facesse: “Non avete votato la riforma e vi siete focalizzati sul mio operato? Siete sicuri di fare di meglio? Bene, accomodatevi“.

Adesso la palla passa a chi, tra epiteti ed offese, gli ha dato addosso fino all’ultimo: Il movimentato Movimento 5 stelle, la Lega di Salvini e i suoi immigrati con l’iPhone, la Meloni e i suoi camerata (da Forza Nuova fino a Casa Pound), Berlusconi che puzza di morto da chilometri e deve salvare il sedere ai suoi sgherri (tipo Brunetta…), Bersani e una sinistra odiata e impalpabile proprio dove dovrebbe essere amata e supportata.

Non saranno tempi facili, per niente.

Buona fortuna a tutti.

 

 

Sull’Autore

silence. reverbs. distortions. strings. words. delays. drums. soundtracks. black dots. filosofia ermeneutica. fenomenologia ermeneutica. poesia. parole. note. uno sguardo ottuso sul mondo.

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