Test HIV in farmacia: uno strumento pericoloso

test hiv farmacia

E’ notizia recente quella del lancio sul mercato italiano di un home-test per diagnosticare l’infezione da HIV. La casa farmaceutica Mylan assicura l’attendibilità del test – 20€ al pubblico senza prescrizione medica – e ha già la registrazione europea come auto-test. Tutto in regola, dunque, non fosse che il lancio sul mercato è rimasto segreto sino alla fine di Novembre 2016, non permettendo ad alcun soggetto – dal Ministero della Salute fino a tutte le associazioni coinvolte nella lotta all’HIV – di poter prevedere un piano informativo sull’utilizzo.

Ritengo, e non sono affatto il solo, che l’accesso libero e non informato a un auto-test sul virus HIV sia pericoloso. L’uso di uno strumento come questo deve essere necessariamente affiancato da un’informativa precisa e puntuale: le persone non possono essere lasciate sole con la scoperta di essere sieropositive. Immaginiamo che una persona faccia il test da sola, a casa, e non sia informata adeguatamente su cosa significhi essere HIV+ oggi. Non è un azzardo affermare che buona parte della popolazione (in particolare dagli *anta in su) si rifaccia allo scenario del “malato di AIDS terminale”: potrebbe cadere in un profondo stato d’ansia, con risvolti tragici, cercherebbe informazioni da solo su Internet rischiando di incappare nella disinformazione più becera. Oppure, potrebbe rimuovere e attendere mesi prima di fare le analisi del sangue per le MTS (Malattie Sessualmente Trasmissibili). Poiché, come per l’home-test di gravidanza, dopo l’esito bisognerebbe sempre rivolgersi a un medico, se non direttamente alle strutture preposte per le analisi sulle MTS.

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Ma questo scenario non è l’unica piega oscura dell’uso di questo test. Immaginiamo che venga utilizzato come serosorting nei rapporti sessuali occasionali, ovvero come metro di giudizio per decidere se fare o meno sesso con una persona basandosi sullo stato sierologico, se non arrivare addirittura a obbligare il partner a farlo, o decidere a seconda del test se usare o meno preservativo o dental dam. Uno scenario terribile, ma terribilmente realistico.

Il lancio sul mercato di uno strumento come questo doveva essere preceduto da un periodo di sperimentazione e, parallelamente, da un’informazione puntuale sull’uso corretto. Allo stato attuale delle cose, uno stato in cui la popolazione non è adeguatamente informata sulle sorti di chi scopre di essere sieropositivo e al contempo attua discriminazioni nei confronti delle persone sieropositive, uno strumento come questo può essere molto pericoloso.

Photo credits: Victor

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