Inferno: quando l’arte di Botticelli divide il pubblico

Il documentario che ricorda all’Italia cosa e chi è l’arte.

Ormai Inferno è di dominio pubblico, ma già finito nel dimenticatoio. Il film di Ron Howard, contemporaneamente flop campione d’incassi, ha portato il pubblico a scoprire nuovamente l’arte e la letteratura italiana. Insomma, se prima non avevamo idea di chi avesse creato materialmente l’Inferno Dantesco, ora sappiamo vita, morte e miracoli di Botticelli.

Il successo del film è stato quello di essere un documentario sulla nascita del genio di Sandro Botticelli e sulla creazione su carta pergamena dell’Inferno descritto da Dante. Direttamente dalla Nexo Digital arriva Botticelli.Inferno. 96 minuti con la regia di Ralph Loop in cui gli spettatori hanno potuto vedere in anteprima gli interni della Biblioteca Apostolica Vaticana, le illustrazioni originali dei Canti della Commedia, i dettagli dei corpi contorti nella sofferenza eterna, il tutto amplificato grazie alla proiezione sullo schermo del cinema.

Una delle illustrazioni di Botticelli

Una delle illustrazioni di Botticelli

Il suo genio parte dall’attuale via del Porcellana a Firenze, passando dai Medici fino ad arrivare alle lowlands scozzesi. Lì è stato ritrovato il codice che conteneva le illustrazioni dell’Inferno della Divina Commedia. Un libro da collezione, sfoggiato per ammaliare gli ospiti, poi messo all’asta per necessità economica. Ogni foglio è l’immagine di un Canto, nell’idea di un libro illustrato con la mappa dell’Inferno come copertina.

Sandro Botticelli, al secolo Alessandro Filipepi, è uno di quegli artisti che il mondo ci invidia e che noi più di tanto non conosciamo. Le lezioni di storia dell’arte del liceo ci permettono di ricordare in un lampo la Primavera e la Nascita di Venere, ma andare oltre è difficile. Praticamente nessuno lo sa (o lo sapeva), ma la nostra concezione dell’Inferno è dovuta a lui, che ha reso possibile vedere a occhio nudo quello che Dante Alighieri aveva solo pensato.

L'Inferno

  L’Inferno disegnato da Botticelli

Ma cos’è l’Inferno? Un luogo di sofferenza al quale si accede in base a come ci si comporta in vita? Anche, ma non solo; è molto di più. “L’Inferno lo viviamo sulla terra“. E’ questa la frase pronunciata da uno dei numerosi turisti intervistati nel corso della pellicola e che permette una riflessione più approfondita. L’Inferno di Dante e di Botticelli è una trasposizione reale, forse, della loro vita segnata da amori impossibili e politica in una Firenze dall’esilio facile.

Che il genio di Botticelli debba venire alla luce grazie a un romanzo di Dan Brown è abbastanza triste per noi italiani. L’Estero lo ama, lo adora ancora oggi, secoli dopo la sua morte, come testimonia la sua tomba nella chiesa di Ognissanti a Firenze, a due passi dalla strada in cui era nato. Semplice e lineare, ricoperta dai biglietti di gratitudine per quello che ha creato. Se ne vedono a decine nel documentario. Scritte in ogni lingua possibile ed immaginabile che coprono il suo nome e lo tengono al caldo e al riparo. Se questo non dovesse bastare, poco distante da lui c’è Simonetta Vespucci, la sua musa ispiratrice. Non sono stati uniti nella vita, ma nella morte sì.

C’è tutto. C’è l’arte, la storia di una Firenze sconosciuta oggi, fatta di conciatori e macellai su Ponte Vecchio. C’è l’amore per  Simonetta Vespucci, volto delle opere più conosciute di Sandro Botticelli. Quello che non c’è, purtroppo, è l’emozione di una parte del pubblico che lo reputa “noioso”. “Niente di speciale”, come se uno dei maggiori esponenti dell’arte a livello mondiale non sia abbastanza. L’emozione visibile degli esponenti che hanno partecipato alla realizzazione del documentario alla domanda “cosa diresti a Botticelli se potessi parlargli?” non è abbastanza, forse perché non è targata Hollywood o forse perché è lui ad essere mediocre per una certa fascia di pubblico. Sandro, scusaci tanto.

Sandro Botticelli

Sandro Botticelli

Sull’Autore

Un quarto di secolo speso sui libri. Risultato: una laurea in lettere e la vita sociale di Leopardi. Pianista, marzialista, giornalista (forse) e gattara inside,

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