Le canzoni per metà di Dente, il cantautore che vorrei

C’era una volta un trentenne stanco di fare il suo lavoro a tempo indeterminato, in provincia, così prese tutte le cosucce che aveva messo nel cassetto e si trasferì a Milano dove iniziò a fare quello che “lo rendeva felice”.
Sembra una di quelle storie di cervelli in fuga o di miracolati che lasciano il loro lavoro miliardario e iniziano a vendere ghiaccioli ai pinguini (riuscendoci, tra l’altro…) e invece stiamo parlando di Dente, Giuseppe Peveri, di Fidenza, professione: cantautore felice.

Il 7 Ottobre 2016 è uscito il suo nuovo album: Canzoni per metà.
Venti brani, canzoni, quasi. Quasi perché la durata complessiva dell’album è quaranta minuti: due minuti a brano.

Ma facciamo un passo indietro: l’anno scorso abbiamo lasciato il nostro eroe (Dente, ovviamente) impegnato in un tour “celebrativo” di Anice in bocca, il suo primo album, registrato tutto da solo con “mezzi di fortuna“, in casa. Dopo questo tour è scattata una serie di coincidenze che lo hanno spinto a tornare proprio a quegli anni: la sua band impegnata, la voglia di registrare un disco in casa e una manciata di brani scritti tempo fa e che non riuscivano a trovare posto nei precedenti lavori.

Attenzione: non è un disco di b-sides o di brani minori. Questo è in tutto e per tutto un disco di Dente, all’ennesima potenza.

Innanzitutto, armi e bagagli e se l’è cantato e suonato completamente da solo (nel senso che ha suonato proprio ogni strumento), con Andrea Appino al mixer a giocare con volumi e soluzioni diciamo “più raffinate” rispetto alla registrazione casalinga.

Quindi sì, è un disco “tipo” Anice in bocca dove tra brani corti si annidano canzoni più lunghe, suonato e scritto con la stessa mentalità e attitudine ma con una consapevolezza diversa e una grande esperienza alle spalle.
Brani come Curriculum (55 secondi) camminano insieme ad altri come I Fatti tuoi portandosi la stessa medesima dignità e bellezza. Semplicemente, era così che dovevano essere.

Dente ha sempre preferito non “allungare il brodo” come fanno tutti: se un brano è lungo un tot perché allungarlo con arrangiamenti che potrebbero rovinarlo?

Il che, però, non vuol dire rinunciare al “manierismo” tipico dei famosissimi e precedenti lavori come il trittico L’amore non è bello, Io tra di noi e Almanacco del giorno prima: le scelte compositive e strumentali sono decisamente pensate e studiate tanto nei brani corti quanto in quelli lunghi.

Che poi ‘sta cosa dei brani lunghi e corti non l’ho mai capita: La rotaia e la campagna, L’ultima preoccupazione e Fasi lunatiche hanno talmente tanta potenza espressiva da non necessitare che fossero più lunghi, annacquati inutilmente.

Certo, in un mondo in cui i passaggi radiofonici sono collegati alla pubblicità proporre un brano di 55 secondi come singolo sarebbe una follia e tutti ti riderebbero in faccia: tranne per Curriculum che nella sua unica strofa di testo esprime tutta la meravigliosa complicanza di una relazione.

Non è mai stato un mistero, infatti, la passione di Dente per i poeti ermetici che preferivano il meno al troppo.

Canzoni per metà è un disco che scorre veloce, libero da imposizioni e non è una stupida raccolta di singoli, come quello di un cantautore qualsiasi, anzi è una bellissima raccolta di canzoni-giocattolo che si lasciano ascoltare divertendoci tantissimo.

Inizia con una “citazione” di Willie Nelson e finisce con un brano strumentale. In mezzo brani divertenti come Appena ti vedo, altri molto dolci come Se non lo sai e Senza stringerti, ma anche canzoni vere e proprie come la già citata I Fatti tuoi e Noi e il mattino. Le influenze sono le solite: il pop anni ’70 e i testi belli, da ascoltare e “sentire”.

Dente non è mai stato un cantautore da “tormentoni” (a parte il fantastico “faffaraffa” di Saldati), piuttosto è un cantautore per chi le canzoni le vuole ascoltare, per chi vuole dei testi che non hanno rime scontate o forzate, con musica vera, strumenti veri, brani in cui si senta il sudore e il fiato del cantato.

Canzoni per metà è tutto questo o… quasi… a metà. Ma è proprio per questo che Dente sarà sempre uno dei pochi cantautori pronto a stupirci, perché quello che fa è semplicemente tutto ciò che lo rende felice. Meglio di così!

 

Sull’Autore

silence. reverbs. distortions. strings. words. delays. drums. soundtracks. black dots. filosofia ermeneutica. fenomenologia ermeneutica. poesia. parole. note. uno sguardo ottuso sul mondo.

Articoli Collegati

Partecipa alla discussione

Partecipa alla discussione