Predestination: paradossi dal 1958

Correva l’anno 1958, quando dalla mente di Robert A. Heinlein ne uscì un racconto a dir poco originale. Il racconto, chiamato All You Zombies, l’anno seguente venne pubblicato per Fantasy and Sience Fiction e successivamente raccolto in varie antologie/raccolte. Heinlein, con questo e molti altri dei suoi scritti, ha sicuramente dato un bello scossone al mondo della letteratura fantascientifica.  

Oltre mezzo secolo più tardi i fratelli Michael e Peter Spierig riportano in auge All You Zombies, facendolo conoscere a un pubblico più vasto, grazie alla pellicola cinematografica Predestination. 

In particolar modo fa riflettere il lavoro di regia effettuato dai fratelli Spierig nel momento in cui si sono trovati a dover basare un film  su un racconto decisamente breve. Solitamente vengono fatti tagli alle (spesso lunghe) storie originali e, a volte, vengono fuori dei pasticci; questa volta però è chiaro che i registi hanno avuto tutto lo spazio che potevano desiderare. Contestualizzando alcuni punti, che nel racconto erano stati trascurati, e aggiungendo in maniera acuta un ulteriore livello narrativo, Predestination riesce a chiudere il cerchio del serpente che si morde la coda (Uroboro).

Questa volta il duo delle meraviglie è composto da Ethan Hawke e Sarah Snook, i quali riescono a incastrare perfettamente i propri ruoli in un vortice di momenti dialogici e d’azione, che scava sempre più in profondità e sempre più con esponenziale vigore.

Durante una chiacchierata tra un nuovo barista e uno scrittore un po’ burbero, viene raccontata una storia, una storia talmente assurda da esser vera. Una scommessa, molte sigarette, e altrettanti bicchieri buttati giù: così ha “inizio” il rigoroso flusso di eventi che unirà indissolubilmente questi due personaggi, tanto diversi quanto simili al tempo stesso.

Non voglio anticiparvi nulla, ma “Se volete stare inchiodati alla poltrona per 97 minuti filati senza muovere un muscolo, guardate questo film; se volete essere talmente presi da non sbattere le palpebre e privarvi della pausa bagno, guardate questo film!”. Insomma, un bel respiro e poi giù negli abissi confusi del tempo, il quale, a volte mostra tutto molto chiaramente e a volte ci sussurra all’orecchio parole folli.

Sull’Autore

Classe 1994, vivo a periodi alterni nella magica Bologna. Studio arti visive al Dams, scrivo, suono, canto e disegno. Quando capita faccio anche l'imbianchino.

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