Cinque film romantici anticonvenzionali

Sono le 4:17 di una notte settembrina e sono giunto al sesto film consecutivo, sperando di prendere sonno.

Ho visto film nuovi e vecchi, alcuni conosciuti e altri appena usciti nelle sale, desiderando di trovare il mattone definitivo: quel film che sarebbe diventato il mio sonnifero cinematografico per eccellenza.

Come potete immaginare non l’ho trovato, ma ho trovato alcuni film che mi hanno illuminato su certi aspetti della vita sentimentale di noi scimmie senza pelo.

Alcune situazioni in cui tutti, chi più e chi meno, ci siamo ritrovati: ognuno di noi si innamora, si innamorerà, si è già innamorato.

Vi propongo, allora, cinque film da vedere se siete (o se vi troverete) in una situazione amorosa un po’… come dire… “complicata”.

1. Mannaggia a Lei!

Non tutti i film sentimentali analizzano una relazione dal punto di vista di Lui. Solitamente vi è sempre una trama che si dipana dall’unico centro nevralgico degli “sbarellamenti” ormonali: Lei.

500 Giorni Insieme è un film che parla della fine di una storia d’amore vista dal punto di vista del protagonista maschile: tra flash-back e flash-forward, questo film porta giustizia in un mondo (quello dei film romantici) dominato dalla visuale femminile. Quanto avete odiato quelle meravigliose particolarità della vostra ex?

2. Non ho l’età.

Lei è così intelligente, acculturata, avanti rispetto ai suoi coetanei: le piacciono le stesse cose che piacciono a te, vi trovate alla perfezione, riuscite a sostenere una conversazione per più di 5 minuti su qualsiasi argomento. Però è molto più giovane di te (comunque maggiorenne, meglio precisare…) e i tuoi amici continuano a ripeterti “ma cosa ci trovi in quella, può essere tua sorella!“.

Ebbene, godetevi il miracolo: un po’ come Bill Murray/Bob Harris di Lost In Translation. Sarà l’amore della tua vita? Penso non interessi a nessuno. Seize The Day! (Vale anche per le nostre lettrici, ovviamente).

3. La fine (preventiva)

Vi siete incontrati in un meraviglioso pomeriggio, magari in una spiaggia, davanti a un immenso tramonto.

State benissimo insieme: vi divertite, non invadete i reciproci spazi, vi dedicate a languide passeggiate per il centro della città. Il mondo sembra essere vostro.

Ma ecco il tarlo che parte: e se un giorno dovesse finire? Allora via con la fine preventiva: ti mollo perché è troppo bello. Un classico per chi ha paura della delusione. Inizia, quindi, la fase della rimozione dei ricordi: i momenti meravigliosi, quelli speciali, quelli indimenticabili, i dettagli fisici e i movimenti, quelle cose che caratterizzano il partner e lo rendono unico ai nostri occhi.

Inutile dire che Se mi lasci ti cancello (traduzione pessima di Eternal Sunshine of a Spotless Mind) è perfetto per scoprire l’unica verità che conta: se va male, poi si vede.

4. L’ombra degli ex

Sapete già di cosa parlo, vero? Come in quei memes dove ci sono il padre, il fratello/sorella, la persona per cui si ha una cotta, l’ex e voi, che ovviamente siete i più sfigati. Ecco, siete già nella fase “confronto con l’ex” che è una prova finale, un esame, l’ultimo boss del video game arcade anni ’90.

Si tratta di una pletora infinita di personaggi assolutamente diversi da voi, con cui non avete nulla in comune se non il fatto di esservi presi una cotta per Lei/Lui.

Scott Pilgrim, a sua insaputa, si infilerà in una situazione del genere: per conquistare la sua Ramona dovrà sconfiggere i suoi ex a suon di botte da orbi.

Ma è davvero Ramona quella giusta? Oppure è solo un’ideale di Amore a cui spesso ci attacchiamo pur di crederci?

5. Lo schianto dell’Ideale.

Ultimo ma non meno importante: innamorarsi dell’innamoramento, innamorarsi dell’idea dell’essere innamorati. Her è il film perfetto per raccontarlo. Lei è così perfetta, ci piace così tanto che nemmeno crediamo che esista. La maggior parte delle volte è così, perché siamo noi a creare l’ideale di qualcosa che non è (sempre) reale. 

So che può sembrare un’elucubrazione mentale troppo spinta, ma non è così. Quante volte tutto il mondo ci è sembrato così magico che anche una quotidianità routinaria ci appariva incredibile, eccezionale?

Non è un pensiero disincantato, anzi, è un’emozione potente, enorme, che ci attanaglia e ci lega ad un rapporto che, in realtà potrebbe non essere davvero quello che stiamo vivendo. La potenza dell’essere innamorati dell’idea che abbiamo dell’essere innamorati.

L’Amore (quello con la A maiuscola) è un’esperienza che ci educa, ci forma come persone e come tale costruisce un sapere che diventa parte del nostro agire quotidiano: “coazioni a ripetere“, in psicanalisi.

Superando l’accezione negativa del termine (non sempre le “coazioni a ripetere” sono tendenze che portano sofferenza), alla fine, tutte le nostre precedenti esperienze amorose si riversano in quelle future.

Le persone che incontriamo, anche quelle di cui ci innamoriamo, hanno sempre dei tratti e delle caratteristiche che le accomunano. Siamo proprio noi a cercarlo, molte volte inconsciamente.

Ci ritroviamo a cercare un Sacro Graal che non esiste perché è proprio dentro noi stessi. Alla fine, l’unica verità (difficile e complicata, dolorosa e inaccettabile) rimane quella di continuare ad amare l’unica persona che rimane sempre con noi: proprio noi stessi.

Provate a fare un semplice esercizio: iniziate a elencare tutte le cose e le persone che amate. 

Quanto tempo vi ci vuole prima che spunti “Io”?

Sull’Autore

silence. reverbs. distortions. strings. words. delays. drums. soundtracks. black dots. filosofia ermeneutica. fenomenologia ermeneutica. poesia. parole. note. uno sguardo ottuso sul mondo.

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