Non è ISIS tutto quello che uccide

Negli ultimi mesi il mondo è stato colpito da numerosi attacchi terroristici, tutti rivendicati dall’ISIS. La verità è che l’organizzazione terroristica di matrice islamica ha sfruttato questi episodi, per continuare a tenere alta l’attenzione su di sé e per proseguire con la strategia del terrore. Gli ultimi tre gravi attentati rivolti all’Occidente sono stati compiuti da giovani che, pare, avessero un profilo psichico-sociale problematico e labile.

Omar Mateen è il 31enne che ha compiuto la strage di Orlando, avvenuta il 12 giugno scorso, che, con una sparatoria di massa all’interno di un locale omosessuale, il Pulse, ha ucciso 48 persone. Il padre ha repentinamente smentito possibili collegamenti con lo Stato Islamico, asserendo, invece, che era rimasto sconvolto dopo aver visto due uomini baciarsi a Miami. In realtà diverse fonti, tra cui l’ex moglie, l’ex suocero, e alcuni assidui frequentatori del Pulse, nonché gli spogliarellisti del locale, hanno testimoniato che il giovane era omosessuale. Frequentava quotidianamente siti internet per incontri omosessuali.

Il 14 Luglio, durante la festa nazionale francese, Mohammed Bouhlel, 31 anni, ha investito volontariamente con un autocarro la folla che assisteva ai fuochi d’artificio. Due giorni dopo, il 16 Luglio, l’ISIS ha rivendicato l’attacco, dichiarando a gran voce che il feroce omicida fosse un loro “soldato”. E’ emerso, in seguito, che il ragazzo fosse “instabile e depresso” a causa della separazione con la moglie, che lo aveva denunciato per violenze coniugali. I vicini di casa e i familiari dicono che era musulmano, ma non praticante.

Ali Sonboly è, invece, il 18enne che solo una settimana fa, attraverso un uso diabolico del social network Facebook, ha cercato di attirare al McDonald dell’Olympia, un grande centro commerciale di Monaco, il maggior numero possibile di persone per poi sparagli contro senza alcuna pietà. Il giovane aveva sofferto di bullismo alle scuole superiori, e pare che con questo gesto estremo volesse vendicarsi delle violenze subite da parte dei compagni.

Questi tre casi fanno emergere in che modo ISIS abbia voluto strategicamente sfruttare questi avvenimenti, così da continuare a divampare il terrore nell’opinione pubblica e restare sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Sebbene siano stati atti terroristici veri e propri, esulano dall’ avere una matrice islamica: gli attentatori hanno avuto moventi diversi, tutti alimentati da differenti problemi comportamentali, che, sembra, avessero cercato di curare, inutilmente, con psicofarmaci e antidepressivi.

E’ triste, anche se piuttosto comprensibile, notare come ci sia una generalizzazione razzista e xenofoba rispetto questi drammatici episodi, che vengono irrimediabilmente ricondotti, con non pochi pregiudizi al seguito, al gruppo islamico. Ed è proprio questo quello che vuole Abu Bakr al Baghdadi, capo dell’ISIS, impegnato a destabilizzare politicamente e socialmente sia l’Occidente che l’Oriente, attraverso tattiche militari e strategie subdole volte a uccidere più persone possibili in luoghi pubblici e molto frequentati. Il suo folle intento è quello di radicalizzare nei civili la paura di uscire, andare a fare la spesa, andare nelle piazze o viaggiare, conseguenza necessaria di una violenza psicologica ben congeniata rispetto i mezzi che possiedono.

Sarebbe, invece, molto importante che i membri delle comunità islamiche moderate si impegnassero a denunciare per primi questi fenomeni estremisti, per ottenere da parte degli occidentali un rispetto e un’integrazione che al momento mancano. Dimostrando così che ISIS, insieme a tutte le piccole organizzazioni militari che vi orbitano intorno, sono in realtà parte di una più grande comunità moderata e integrata.

Tali episodi, nonché la storia, dimostrano che questi tipi di estremismi sono sempre esistiti, e che le persone che li attuano, per lo più psicologicamente deviate e mentalmente disturbate,  possono essere islamiche, cattoliche (basti pensare alle Crociate), taoiste o di qualsiasi religione e provenienza geografia possibile. Dobbiamo sconfiggere generalizzazioni del genere, con l’informazione e l’educazione.

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Sull’Autore

Virginia, 21 anni, ironica, pungente, polemica. Bologna, Pesaro, Artù, la musica, il cinema, la cucina e tutto il buon cibo che vi si correla. Forse non riuscirò mai a fare questo lavoro seriamente, prendo le cose senza alcuna leggerezza (perlopiù).

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