#88mph: Un tuffo nella storia – Le prime Olimpiadi?

22 Luglio 776 a.C. – Pur non avendo alcuna certezza sul giorno esatto della nascita delle vere Olimpiadi, alcuni storici fanno risalire l’inizio di questa ricorrenza (persa e poi ritrovata nel corso dei secoli) proprio il 22 luglio dell’anno 776 a.C.

La tradizione infatti fa coincidere con questo anno il primo e autentico elenco dei vincitori tra coloro che avevano partecipato ai giochi stilato dal sofista Ippa di Elide. In realtà, si ritiene che le Olimpiadi risalgano a un tempo assai più lontano, ma non sono noti i nomi di coloro che allora trionfarono nelle gare.

Le Olimpiadi antiche si tenevano nel Peloponneso, nella pianura tra il monte Olimpo e la città di Olimpia dove, nel tempio di Estia, per tutto il corso delle competizioni, si usava tenere acceso un fuoco. I giochi, che ai tempi si organizzavano ogni quattro anni, erano dedicati al dio Zeus per una durata complessiva di sei giorni: uno per le celebrazioni religiose e i restanti cinque per le competizioni.

Pare che nei primi anni si disputassero esclusivamente gare podistiche (stadion) ma poi, con il passare del tempo, vennero introdotte altre discipline: e allora ecco anche il pugilato e la corsa con i cavalli, la corsa di fondo e quella con i carri, la lotta e il pentatlon. Il premio era una semplice corona di rami di un ulivo, tratti da un albero che si credeva essere stato piantato da Ercole, e una palma che simboleggiava la conquistata vittoria, anche se la ricompensa più grande era la grandezza che acquisiva il loro nome. Nel 393 d.C. l’imperatore Teodosio I li vietò, ponendo fine a una storia durata più di 1000 anni.

Olimpiadi però era anche sinonimo di quella che è passata alla storia con il nome di “tregua olimpica”, ovvero la totale cessazione di tutte le inimicizie pubbliche e private; in particolar modo, gli atleti e gli spettatori stranieri che si recavano a Olimpia per i giochi erano protetti da ogni genere di molestia e vessazione.

Una tregua ogni quattro anni, non chiedevano tanto. Saremo in grado di farlo anche noi?

Antiche rovina della palestra di Olimpia

Antiche rovina della palestra di Olimpia

Sull’Autore

Laureatasi nel 2007 in Lingue e Letterature straniere presso l’Università Cattolica di Brescia, ha deciso di complicarsi la vita iscrivendosi al corso magistrale in Diritti dell’Uomo ed Etica della Cooperazione Internazionale presso l’Università di Bergamo, cattedra UNESCO. Ex civilista presso il Movimento Nonviolento di Brescia e redattrice di numerose guide turistiche per turismo sostenibile nel territorio bresciano (se vi perdete sapete da chi andare a lamentarvi), nel 2014 ha svolto un tirocinio presso lo Stockholm International Peace Research Insitute (SIPRI) nel programma di Military Expenditure acquisendo competenze specifiche in materia di spesa militare, importo ed esporto d’armi, sicurezza e politiche di sviluppo. Le sue passioni, oltre alle più accademiche storia e geografia, sono la lettura e il buon cibo, insieme ad un lieve accenno di “nerdismo” diagnosticato da parenti e amici dopo la terza rilettura de “Il Signore degli Anelli”.

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