Attentato di Nizza: punch up at a wedding

Ma sapete cosa vi dico? Mi sono rotto. Mi sono stancato. Per questo motivo, lascio che le parole di qualcun altro mi aiutino a non perdere la mia professionalità, la mia lucidità per continuare a dirvi cosa penso della situazione in cui ci troviamo, per dirvi come la penso dopo questo ennesimo attentato terroristico.

I don’t know why you bother
Nothing’s ever good enough for you
I was there and it wasn’t like that
You came here just to start a fight

Perché ci ritroviamo davanti a situazioni che non capiamo, che non comprendiamo, che non ci aspettiamo: per quale motivo? Non ne troviamo ragione perché le ragioni sono troppo distanti. Noi viviamo gli attentati e non sono mai come vengono raccontati.

You had to piss on our parade
You had to shred our big day
You had to ruin it for all concerned
In a drunken punchup at a wedding.

Il 14 Luglio, festa nazionale, la presa della bastiglia, una rivoluzione che cambiò le sorti del nostro tempo, della nostra società, della nostra contemporaneità. Una festa rovinata e non riusciamo a capirne il motivo.

Hypocrite opportunist
Don’t infect me with your poison
A bully in a china shop
When i turn round stay frozen to the spot.

Ma non solo terroristi: politici sciacalli che si ritrovano come dei bulli in un negozio di porcellane pronti a distruggere tutto, pronti a rovinare un momento di riflessione buttando benzina sul fuoco.

I will
Lay me down
In a bunker
Underground
I won’t let this happen to my children
Meet the real world coming out of your shell

E allora, eccole, le reazioni di pancia, di rabbia, di paura: non ci resta che seppellirci in un bunker sottoterra, per salvare i nostri bambini? Per preservarli dall’incontro con il Mondo Nuovo, violento e senza senso?

In pitch dark i go walking in your landscape.
broken branches trip me as i speak.
just because you feel it doesnt mean it’s there.

Rifugiamoci in Suv come carri armati, in condomini pieni di telecamere, con mura-fossato a proteggerci dagli altri, occhi sullo spioncino della porta di casa: il vicino è mulatto, di origine araba, deve essere di sicuro un terrorista. Mostri sotto al letto che prendono vita come rami secchi di una foresta al buio, illuminata solo dai lampi di questa tempesta. Mixofobia è la malattia del millennio: non mischiarci, non immischiarci, facciamoci i fatti nostri e se ci rompono le scatole rispondiamo come dei gatti messi all’angolo. Mostri sotto al letto, li sentiamo, li percepiamo, ma non vuol dire che esistono.

Babel, film di Inarritu, ha fotografato perfettamente il momento storico che stiamo vivendo: non esiste più il Medio Oriente, lo Stato Islamico, l’Afghanistan, l’Iraq e la Siria. Ormai quei posti, quelle guerre, sono dietro casa: ogni nostra azione si ripercuote accanto a noi, anche se l’effetto parte da Paesi distanti.

 Nizza, 14/07/2016

Ecco, benvenuti nel Mondo Nuovo. Siamo tutti dentro al recinto del mondo, la globalizzazione non sono solo le arance israeliane al supermercato: sono anche i popoli sfruttati, umiliati, spremuti che adesso incanalano la rabbia in fiumi di sangue.

Dobbiamo cambiare modo di vedere le cose, dobbiamo cambiare modo di agire, soprattutto nel nostro quotidiano.

Dobbiamo informarci, conoscere, istruirci sui mondi lontani dai nostri, sulle culture diverse dalle nostre per preservare la nostra umanità, altrimenti potremmo solo essere o Lupi o Pecore. In barba alla catena alimentare io vi dico: non serve avere paura. Parlate coi vostri vicini, date loro aiuto: create la comunità, affinché questa comunità non possa diventare il punto debole degli sbagli politici ed economici di poche e sparute persone.

Non dobbiamo perdere la testa, non dobbiamo lasciare che la rabbia e la follia prendano il sopravvento. Non esiste un nemico, il vero nemico lo possiamo trovare solo in noi stessi. Non sono i profughi, non sono gli stranieri che lavorano e cercano lavoro onestamente.

Viaggiare, conoscere, informarsi. I nuovi comandamenti per un nuovo Illuminismo, affinché questo barbaro Medio Evo finisca. E con lui anche le violente parole di chi mangia sui cadaveri degli innocenti uccisi questa sera e tutte le altre sere. Non sono i loro morti, sono i nostri morti. Il matrimonio rovinato è il nostro, non il loro.

Testi: Radiohead – Punch up at a wedding, I will, There there – Hail to the thief, 2003.

Sull’Autore

silence. reverbs. distortions. strings. words. delays. drums. soundtracks. black dots. filosofia ermeneutica. fenomenologia ermeneutica. poesia. parole. note. uno sguardo ottuso sul mondo.

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