#88mph: Un Tuffo Nella Storia – L’attentato a James Garfield

2 luglio 1881 – Oggi si ricorda l’attentato al Presidente Americano James A. Garfield, insediatosi alla Casa Bianca nel marzo dello stesso anno e reduce da una lunga esperienza come senatore. L’attentatore, Charles Guiteau, approcciò il Presidente alla stazione dei treni di Washington, dove si trovava per andare in visita ad Orange (CA), e sparò quattro colpi con una pistola Webley Bulldog .44, due dei quali andati a segno. Garfield venne trasportato all’ospedale dove i medici estrassero le pallottole infilando le dita nella ferita, il che gli procurò estese infezioni che lo portarono alla morte in agonia nel settembre dello stesso anno.

Il movente che spinse Guiteau ad un simile gesto fu il rifiuto da parte di Garfield di assegnargli il consolato degli Stati Uniti a Parigi quale ricompensa per un discorso elettorale che disse di aver proferito e che, secondo l’assassino, sarebbe stato determinante per l’elezione. Compiuto l’atto, l’avvocato nativo di Freeport (IL) proferì le seguenti parole più e più volte “Sono uno Stalwart degli Stalwart! L’ho fatto io e voglio essere arrestato! Ora Arthur è presidente“. Tale frase fece sorgere sospetti (poi rivelatisi infondati) sul fatto che fosse stato Arthur ad ordire l’omicidio. Garfield venne sepolto al Lakeview Cemetery di Cleveland.

Litografia che mostra l'attantato a Garfield

Litografia che mostra l’attantato a Garfield

Sull’Autore

Sig. Carlo per gli amici. Laureato in Relazioni Internazionali all'Università di Trieste, scrive per passione di politica estera e sicurezza (inter)nazionale. Altissimo, purissimo, serenissimo.

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