Il miglior sesso per un etero è con un gay

C’è un grande errore che gli uomini etero fanno nella propria vita: quello di credere di non aver nulla a che fare con gli uomini gay. E viceversa. Nulla di più sbagliato. E ora andremo a vedere il perché.

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L’amicizia tra etero e gay va oltre il machismo

Quando ero poco più che un bimbo, avevo un amichetto a cui piacevano le ragazze. Un eterosessuale, ecco. A me non piacevano affatto, anzi, ero attirato da un ragazzetto di una classe più avanti e mi sono sentito sereno nel dirlo a quel mio amico con cui condividevo tutto. Quando dissi al mio amico che ero “frocio” (al tempo “gay” non era molto in uso in una città di provincia), non ne rimase poi tanto sorpreso. Da quel giorno abbiamo passato interi pomeriggi a parlare della cosa, di come provassimo le stesse sensazioni (e avessimo le stesse reazioni ed erezioni) io per i maschi e lui per le femmine. In pochi mesi, la questione era diventata “normale” e, insomma, siamo rimasti amici come e più di prima.

In quel periodo, naturalmente, ci ammazzavamo di pornografia, io la mia e lui la sua, anche se i giornaletti ci davano spesso materiale per entrambi (eh sì, internet era ancora a 56Kb e i siti porno erano ancora un concept): il magico mondo dei porno “bisex”. Ed è proprio in un pomeriggio primaverile che uno di quei mirabolanti volumi illusrati ci ha dato l’idea definitiva per una coppia di amici maschi, uno gay e uno etero.

L’adolescenza era stata violenta e bastarda per il mio amico: per quanto avesse un’acne contenuta, i lineamenti del viso erano esplosi e gli elementi che lo componevano erano evidentemente sproporzionati tra loro. Inoltre, va aggiunta una spiccata problematica nel coordinare i muscoli facciali (non ancora abiutuati a dover muovere così tanta massa). Il risultato di questa condizione estetica picassiana era una totale preclusione alle gioie dell’accompagnarsi a una ragazza.

Mentre io, essendo un po’ più carino e un po’ più sfacciato, avevo già fatto le mie prime esperienze con qualche ragazzo, il mio povero compagno di sventure non aveva mai neppure sfiorato un ginocchio di una ragazza. In quel famoso pomeriggio ci siamo confrontati sul sesso tra maschi e in quel frangente il mio amico ha realizzato quello che molti maschi etero sanno nel profondo della propria coscienza: fare sesso per i maschi omosessuali è decisamente più semplice.

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Stesse difficoltà che si condividono tra amici

So che quello che sto per condividere, per sostenere la tesi che illustrerò a breve, fa parte della biografia di migliaia di omosessuali (contando solo quelli italiani e che ancora condividono con me la stessa aria), per questo posso proseguire sapendo che la prova empirica è là fuori ad attendermi: il maschio gay è il miglior amico del maschio etero, da sempre. Bisogna solo capirlo in tempo. Per questo fatemi tornare al racconto sul mio amichetto degli anni dell’adolescenza.

In quel famoso pomeriggio dove scoprimmo che per me era (ed è) decisamente più semplice fare sesso, capimmo il costrutto che sta alla base della mia teoria: avrei regalato al mio amico il suo primo pompino. Meglio ancora: quel giorno abbiamo inaugurato una lunga stagione di petting, che ci accompagnò fino alla quarta superiore, anno in cui lui si fidanzò con la sua attuale moglie (evviva l’amore, insomma).

So che può suonare strano, forse un po’ perverso, ma vorrei ricordare al lettore malizioso che si sta parlando di un patto d’amicizia di mutuo aiuto. Lui avrebbe potuto vivere più sereno il fatto di non essere ancora attivo sessualmente (che termine da insegnante di religione, scusatemi) e concentrarsi sul trovare la ragazza giusta, mentre io avrei appagato i miei desideri senza volare di uomo in uomo. Inoltre, non abbiamo mai fatto un torto a nessuno, neppure reciprocamente.

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Non c’entra niente l’amore: questa è amicizia

Certo, mi potreste parlare del “krampack”, tornato in auge in questi tempi col nome di “brojob”, ma non si tratta affatto di questo. Io sto parlando di abbattere il pregiudizio che i maschi etero e quelli gay siano di due mondi differenti. Non c’è mai stato legame più forte, ricordando le biografie degli amici, se non quello tra me e il mio compagno di sventure. E no, il mio amico non era affatto un “gay represso” o cose simili: era ed è tutt’ora perfettamente a suo agio con la propria eterosessualità. Era un rapporto tra amici, migliori amici, riservato e rispettoso. E, in fondo, si è trattato solo di prime esperienze con le pratiche sessuali, non di trattati sociopolitici a tematica LGBTI, eh!

Ed ecco il perché della teoria che sostengo fermamente: cari maschi eterosessuali, ricordatelo, quando discriminate o prendete in giro le persone LGBTI (anche se, è pacifico, nella vostra testa state schernendo i maschi omosessuali) state facendo un danno a voi stessi e ai vostri figli. Quando rimarcate la distanza tra “voi” e “noi” state privando le giovani generazioni della possibilità di sviluppare, qualora lo volessero, un rapporto d’amicizia simile a quello che ho avuto io. Insomma, state condannando centinaia, anzi, migliaia di adolesceti maschi eterosessuali alla depressione, al senso di inadeguatezza, alla solitudine sessuale e a quell’odiosa idea che la masturbazione sia il ripiego per la mancanza di esperienze sessuali. Naturalmente, private anche la controparte di maschi omosessuali che si sentono sbagliati, anche loro inadeguati e solitari, e, soprattutto, di poter misurarsi con il proprio corpo e i propri desideri. Insomma, un disastro su tutta la linea.

Naturalmente, tutto questo discorso si può prendere e far aderire “paro paro” al rapporto tra una femmina eterosessuale e una lesbica. Paro paro.

Sull’Autore

Sono una persona reale, l'alias di un'altra vita. Scrivo di me, delle mie vite, delle mie esperienze. Per me la filosofia è quotidiana, la politica è pervadente, i sentimenti sono connessi fatti della stessa materia delle bucce di pistacchio. Scrivo per Mangiatori di Cervello di ciò che mi è accaduto e di come convertirlo in un messaggio globale.

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Commenti

  • Detoxic 20 agosto 2017 at 07:40

    Ma io capisco perfettamente purtroppo pero quelli sollevati sono argomenti che esulano dal riduzionismo scientifico sono interrogativi che aggettano nella psicologia che almeno per me si avvale ancora di un metodo descrittivo nella migliore delle situazioni.

    Rispondi

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  • Detoxic 20 agosto 2017 at 07:40

    Ma io capisco perfettamente purtroppo pero quelli sollevati sono argomenti che esulano dal riduzionismo scientifico sono interrogativi che aggettano nella psicologia che almeno per me si avvale ancora di un metodo descrittivo nella migliore delle situazioni.

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