Terrorismo: ignorate ciò di cui non avete bisogno

Il terrorismo è una strategia militare volta a colpire il proprio avversario con azioni repentine, più o meno sporadiche, al fine di provocare uno stato continuo di ansia e di timore presso i civili volto a condizionare il comportamento delle élite politiche e, di conseguenza, militari.

E’ un tipo di strategia utilizzata quando ci sono ingenti disparità di forze e risorse in campo: non potendo fronteggiare in modo simmetrico l’avversario (una decina di divisioni di Daesh che, memore delle azioni di Patton, cercasse di sbarcare a Gela verrebbero fatte a pezzi da una nostra squadriglia di Typhoon prima di superare Pantelleria) si ricorre a modalità asimmetriche come quelle riproposte da qualche anno a questa parte dall’estremismo islamico.

Esemplare di Eurofighter

Esemplare di Eurofighter

Nell’implementazione di tale tipo di strategia il comportamento dei mezzi di comunicazione sia dell’avversario che dei propri è fondamentale e in questo Daesh presenta un certo vantaggio rispetto agli altri gruppi della stessa categoria: Al Qaeda colpiva ogni due o tre anni per poi scomparire e tornare a far parlare di sé per azioni lontane, che non ci riguardano, compresse nei telegiornali (almeno quelli italiani) tra la politica interna e i servizi di costume. Poi arrivò Boko Haram, il gancio del terrorismo portato sotto la cintura sabbiosa dell’Africa: grande il clamore sui social media per l’attacco a scuole, villaggi rasi al suolo e un’indignazione che in Europa dura il tempo di un paio di post e si scorda velocemente. Sia chiaro, con questo non s’intende criticare l’indignazione lampo o la memoria delle mosche propria degli utenti di internet, ma analizzare l’impatto mediatico degli eventi.

Un fotogramma di un video di propaganda di Daesh

Un fotogramma di un video di propaganda di Daesh

Arrivò poi Daesh, nato nei sotterranei delle carceri militari americane in Iraq, all’inizio come componente del network di Al Qaeda, compie le prime operazioni in Iraq per spostarsi nella Siria lacerata dalla guerra civile, riuscendo a ritagliarsi anche una fetta del paese dalla quale lanciare attacchi in Iraq con l’aiuto degli equipaggiamenti lasciati sul terreno dalle forze lealiste e dal Free Syrian Army. Oltre al fatto di esercitare sovranità su un territorio (cosa che Al Qaeda in Afghanistan non era mai giunta a fare se non con la mediazione dei talebani e dei capotribù pashtun), quello che sconvolge di Daesh è come comunica: buttandosi a pesce su ogni rivendicazione possibile, con video girati con qualità professionale e con un modo di comunicare aggressivo.

Immigrati a Lampedusa

Immigrati a Lampedusa

Lo stile comunicativo senza precedenti, tuttavia, fa il paio con un comportamento controproducente da parte dei media europei: un po’ grazie all’opportunismo di alcune forze politiche, un po’ grazie al fatto che di terrorismo (come di qualsiasi altro argomento) ormai parlano un po’ tutti a sproposito. Tale “massa” di opinioni riversate in testa al grande pubblico concorre ad alimentare la confusione e la paura nel prossimo. Come fronteggiare tale acqua alta di opinioni espresse senza criterio? Ignorate gente. Non ascoltate chi vi parla di fermare gli immigrati, di alzare muri. Ascoltate chi su queste cose ha speso anni di studio, non i parvenu del genere che nel recente caso di Orlando hanno parlato di strage omofoba, o che nel caso degli attentati del Bataclan ne attribuivano la responsabilità agli immigrati salvo essere smentiti dalle notizie dell’indomani (ma intanto il sospetto era stato messo in giro). Attraverso la diffusione di contenuti di questo tipo si aumenta la confusione e si impedisce la razionalizzazione della minaccia. In buona sostanza ognuno di voi lettori si trasforma in un terrorista.

Concludendo, il messaggio che dovrebbe arrivare è che non avete bisogno di contenuti che vi dicano come dovete sentirvi. Non avete bisogno di contenuti che vi facciano indignare. Non avete bisogno di contenuti da condividere per far vedere al mondo il vostro cordoglio, che per sua natura è questione privata. Tutto ciò di cui avete bisogno di sapere per sconfiggere il terrorista che c’è in voi è come funziona il terrorismo: attraverso questo processo di conoscenza si razionalizza la minaccia e si è in grado di guardarla in faccia con maggior chiarezza. Cacciate i mercanti dal tempio.

Sull’Autore

Sig. Carlo per gli amici. Laureato in Relazioni Internazionali all'Università di Trieste, scrive per passione di politica estera e sicurezza (inter)nazionale. Altissimo, purissimo, serenissimo.

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