#LeNuoveAmazzoni: Amalasunta

#Amalasunta, nata nel 495 a Ravenna e morta il 30 Aprile del 535 a Isola Martana, è stata reggente del Regno ostrogoto. Figlia di Teodorico il Grande, alla morte di quest’ultimo, nel 526, la reggenza passò nelle sue mani in quanto madre dell’erede al trono Atalarico. Secondo le fonti storiche, sarebbe stata una profonda conoscitrice della cultura romana, in grado di parlare sia il latino sia il greco. In quanto reggente, improntò la sua visione politica sul mantenimento di rapporti civili tra Bizantini, Goti e Romani.

Effigie di Amalasunta nel Dittico di Oreste

La nobiltà ostrogota, non approvando le sue decisioni, rapì il figlio Atalarico (poiché l’educazione ricevuta dal ragazzo era considerata di stampo “romano”) e cospirò contro di lei. Amalasunta fece bandire e, successivamente, uccidere i capi della cospirazione. Intorno al 533, per supportare il generale Belisario nella guerra contro i Vandali, si riappropriò dell’ex possedimento ostrogoto Lilibeo, in Sicilia. Questo la portò a prendere parte al complesso negoziato noto come “controversia teopaschita” tra i Goti e l’imperatore Giustiniano.

Amalasunta venne poi esiliata dal cugino Teodato, successore al trono alla morte di Atalarico, sull’Isola Martana, dove venne assassinata da alcuni parenti dei nobili ostrogoti che aveva fatto uccidere in quanto cospiratori, il cui mandante era in realtà lo stesso Teodato. Giustiniano sfruttò la sua uccisione come pretesto per dare inizio alla guerra gotica.

Sull’Autore

Noemi Migliaccio studia Cinese Mandarino e Hindi all'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Per Mangiatori di Cervello si occupa prevalentemente del dibattito femminista e della sua storia, senza mai abbassare lo sguardo per quanto concerne i diritti dell'individuo.

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