#LeNuoveAmazzoni: Saffo

Saffo, nata a Ereso nel 630 a.C. e morta a Leucade nel 570 a.C., è stata una poetessa dell’antica Grecia. Fu anche direttrice, sacerdotessa e insegnante del tiaso di Lesbo, un “collegio” per ragazze di nobili origini nel quale veniva loro data un’educazione alle arti (canto, danza) e alla bellezza, al fine di prepararle al matrimonio. Il tiaso di Saffo era ispirato al culto di Afrodite, alla quale era molto devota, come attesta il suo componimento Inno ad Afrodite, l’unico a essere giunto per intero fino a noi.

Le liriche composte da Saffo rientrano nella tipologia di lirica detta melica monodica, nella quale le strofe vengono declamate nel dialetto del poeta (nel caso di Saffo, il dialetto eolico di Lesbo) e il narratore è il poeta stesso. La nascita delle strofe saffiche, da lei maggiormente utilizzate, è in realtà da attribuirsi al poeta Alceo, suo contemporaneo; tale forma metrica fu poi ripresa da moltissimi autori, incluso Carducci.

I termini “saffico” e “lesbico” derivano proprio dal nome e dal luogo d’origine di Saffo, poiché all’interno del tiaso le relazioni con le studentesse spesso assumevano connotazioni sessuali o romantiche: per prepararle alla vita matrimoniale, difatti, veniva anche insegnata alle fanciulle l’arte della seduzione. L’evidenza di tali rapporti è tangibile nelle opere di Saffo, tra le quali vi sono veri e propri canti d’amore per le sue allieve, permeati dalla tristezza della poetessa nel vederle andar via e perdere la loro libertà a causa delle ferree regole imposte dal vincolo matrimoniale.

La poetessa Saffo

Antica raffigurazione di Saffo

Sulla sua morte non vi sono dati certi; Leopardi riprende, nell’Ultimo canto di Saffol’antico mito secondo il quale Saffo si sarebbe gettata da un rupe a causa di un amore non corrisposto per il battelliere Faone, personaggio leggendario della mitologia greca.

Sull’Autore

Noemi Migliaccio studia Cinese Mandarino e Hindi all'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Per Mangiatori di Cervello si occupa prevalentemente del dibattito femminista e della sua storia, senza mai abbassare lo sguardo per quanto concerne i diritti dell'individuo.

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