I vaccini causano l’autismo? La leggenda dura a morire

È il complotto più vecchio del web, uno dei più duri a morire, non passa mai di moda, mica come le scie chimiche. No, no e poi no, che i vaccini siano il male assoluto dell’umanità è un fatto, secondo molti, comprovato, tant’è vero che le vaccinazioni in età pediatrica sono calate del 25% nell’ultimo anno. 

VaccinoA supporto di chi si schiera contro le vaccinazioni c’è anche una sentenza del 2012, con la quale un giudice accordava un risarcimento ad una famiglia romagnola, il cui figlio aveva manifestato sintomi di autismo subito dopo essersi sottoposto alla vaccinazione.

Andiamo con ordine però. Il primo a venire accusato di causare autismo fu il vaccino trivalente MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia). Come, di preciso, il vaccino causerebbe l’autismo? La colpa sarebbe del mercurio, usato per evitare che i vaccini si infettino. Il mercurio, come si sa, è nocivo per l’uomo e, più precisamente, è tossico per le nostre cellule nervose. Tuttavia la storia della correlazione autismo-vaccini parte da molto più lontano. Il dottor Andrew Wakefield disse, nel 1998, di aver trovato gli anticorpi del virus del morbillo nell’intestino dei bambini affetti da autismo, pubblicando a supporto di queste affermazioni uno studio scientifico. Si scoprì poi che in realtà il dottore aveva realizzato un falso e fu, per questa ragione, radiato dall’ordine dei medici.

L'ormai ex Dr. Wakefield

L’ormai ex Dr. Wakefield

Ora, come ogni leggenda che si rispetti, dal vaccino trivalente si è passati ad una generalizzazione: i vaccini (tutti) possono causare l’autismo. L’ipotesi che il colpevole sia il mercurio è stato confermato persino dalle recenti sentenze, come quella del tribunale di Milano. In realtà, a sentire la maggioranza degli esperti in materia, le cose sarebbero ben diverse.

Salvo Di Grazia su Le Scienze Blog ha spiegato bene, il 29 Novembre 2014, tutta la controversa storia della leggenda vaccini-autismo, partendo proprio dalla sentenza del tribunale di Milano citata in precedenza. Ma cosa c’è di falso, di base, in queste ipotesi, oltre al fatto di non avere basi scientifiche?

Già di per sé, la mancanza di prove scientifiche dovrebbe essere sufficiente, ma se non fossimo soddisfatti, se avessimo ancora quel tarlo del dubbio degno dei migliori filosofi scettici, allora ecco subito l’antidoto: i vaccini non contengono mercurio. Il comune mercurio, quello altamente tossico per l’uomo, è il metilmercurio, mentre i vaccini contengono etilmercurio, meglio noto come Thimerosal, che è una sostanza totalmente diversa. I suoi effetti tossici sono conosciuti e studiati e attualmente non esiste alcuna evidenza scientifica che le dosi contenute nei vaccini possano essere pericolose per l’uomo.

Anche un recentissimo studio, riassunto qui in italiano da Le Scienze, ha dimostrato come i vaccini non possano essere ritenuti responsabili dell’autismo. Su un campione di circa 100.000 bambini, non è stata evidenziata alcuna relazione tra il vaccino MPR e l’autismo, nemmeno nei bambini considerati a rischio, ossia quei bambini che avevano un fratello autistico. Nessun incremento dei casi di autismo dunque, con o senza vaccino la storia non cambia.

Oltre alle evidenze scientifiche, anche la giurisprudenza inizia a metterci del suo. Una sentenza del 1 Marzo 2015 ha infatti annullato il risarcimento disposto dalla precedente sentenza di primo grado: non c’è alcuna correlazione tra vaccini e autismo.

Perché vaccinare quindi? Prima di tutto perché non è pericoloso farlo. L’autismo è una malattia terribile e ancora perlopiù sconosciuta al sapere scientifico, non si sa come, quando, perché venga né tantomeno si ha idea di come si possa curare. Tuttavia, e siamo abbastanza certi di questo, non sono i vaccini a causare l’autismo, né tantomento il Thimerosal contenuto in alcuni di essi. Un secondo motivo è che vaccinare non è una scelta delle singole persone ma sociale; non vaccinare il proprio bambino significa esporlo a possibili malattie infettive molto debilitanti, ma anche esporre i suoi stessi coetanei alla possibilità di un contagio, intaccando la cosiddetta immunità di branco.

“Babbo se non mi vaccini divento pilota di scie chimiche!”

I bambini che non possono vaccinarsi, come ad esempio tutti i bimbi affetti da patologie del sistema immunitario, devono poter beneficiare della protezione acquisita da chi invece può sottoporsi a vaccinazione; per un bambino con la leucemia potrebbe essere un serio problema prendersi gli orecchioni, la varicella o il morbillo e scherzare sulla pelle altrui in virtù di leggende metropolitane non è bel gioco.

Non bisogna lasciarsi travolgere dalle più nere paranoie che lo sconfinato mondo di Internet ci propone sornione; non vaccinare significa esporre il proprio bambino (e gli altri suoi coetanei anche), al contagio di malattie infettive. La scelta di non vaccinare quindi non è soltanto irrazionale, visto che si basa su false credenze, ma anche egoista e pericolosa.

Sull’Autore

Nato nel 93 (d.c) a Cagliari, trapiantato a Bologna nel 2012. Mi sono laureato nell'estate del 2015 e attualmente studio semiotica. Per MDC mi occupo prevalentemente di scienza e debunking, perché le bufale sono buone solo sulla pizza. All'occorrenza scrivo di comunicazione o varie ed eventuali. Vorrei fare il giornalista ma sto cercando di smettere.

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