Washington harDCore

Washington, District of Columbia, fine anni ’70. L’America di Carter passa nelle mani di Ronald Reagan.

american_psychoL’ex governatore della California, con il suo passato da attore cinematografico, rende gli USA degli anni 80 il primo Paese basato sull’immagine e sull’esteriorità. È il trionfo del post-modernismo. La forbice del reddito si allarga, e i giovani rampanti si trasferiscono dalla periferia alla città per abbracciare la nuova politica economica spregiudicata. Sono gli yuppies (Young Urban Professional), eccellentemente ritratti grazie a romanzi come American Psycho di Bret Easton Ellis e ad album come Dead Yuppies degli Agnostic Front.

Nella Capitale si respira aria di conflitto. “Centro” contro “periferia”. Bianchi contro neri. È in questo clima che si formano i Bad Brains, primo gruppo punk nero e fra i pionieri del genere. I Brains si esibiscono spesso al Nightclub 9:30, davanti a sempre più sparuti gruppi di persone interessate al loro jazz velocizzato. Fra questi ragazzi, i pochi bianchi sono dei ragazzotti del college, come i newyorkesi Michael Diamond e Adam Yauch, che alla vista dei Bad Brains decidono di fondare i Young Aborigines, per poi sciogliersi e cambiare totalmente sound, generando i Beastie Boys, diventando delle icone dell’hip hop.

black-flag-punk-hardcore-anarchyOltre a Diamond e a Yauch, il club è frequentato spesso da due ragazzini del posto: Henry Garfield e Ian MacKaye. Garfield, dopo esser stato roadie per MacKaye, cambierà cognome in Rollins e si sposterà in California per fare il frontman dei Black Flag e per contribuire alla leggenda di una band-mito del punk-hardcore e del DiY (chi vi scrive è nato in Italia 6 anni dopo lo scioglimento dei Flag, ed ha il logo della band tatuato sulla spalla sinistra). MacKaye, invece, rimane a Washington per formare i Teen Idles, un gruppo di minorenni che suona una musica al fulmicotone, pezzi di massimo due minuti e una chitarra che “è una sega circolare suonata alla velocità della luce”.

Il vero cambiamento avviene quando, nel 1981, MacKaye passa dal basso alla voce e forma i Minor Threat, la miglior band punk hardcore per potenza dei concerti, eliminazione di barriere fra gruppo e pubblico, serietà dei testi. Grazie a loro, Wahington diviene la capitale punk degli USA, con quell’alone di serietà, incorruttibilità e irreprensibilità che la contraddistingueva. La Dischord Records, fondata da MacKaye e soci, accoglie nuovi gruppi punk come Artificial Peace, State of Alert, Toxic Reasons, Iron Cross e Youth Brigade. I Minor Threat, con il brano Straight Edge, si fanno promotori di uno stile di vita senza droghe, alcol e rapporti sessuali occasionali. Il movimento prenderà il nome dal suddetto brano, verrà frainteso – purtroppo – ed estremizzato all’inverosimile, e sarà da esempio per molti ragazzi – e molte band – fra gli anni 80 e 90.

dischord-records-punk-diy

Dopo il quinquennio d’oro del punk made in DC, le band si sciolgono. I ragazzini sono cresciuti, il sound hardcore è ormai saturo e – dicono i maligni – MacKaye e soci non hanno più la verve di un tempo perchè hanno iniziato, finalmente, a scopare. Il punk rallenta e si fa più introspettivo, i poghi vengono banditi e gli atteggiamenti da macho tipici del punk e del rock in generale, vietati. Nascono i Rites of Spring, Gray Matter, Dag Nasty e – da ex membri dei Minor Threat, tra cui ovviamente Ian MacKaye – gli Embrace. È la cosiddetta Revolution Summer, che rivoluziona il sound di DC a metà degli anni ’80.

Il nuovo genere verrà chiamato emotional hardcore, poi abbreviato in emocore, o più semplicemente emo (niente a che vedere con ciuffi che coprono il viso, se ve lo state chiedendo: MacKaye era pelato). La Dischord Records, in cui i gruppi sia punk che emo si autoproducevano, diventerà il simbolo del Do It Yourself. Per certi versi, quelli che erano i ragazzini sfigati di DC che non scopavano avevano inventato l’indie. Ian MacKaye fonderà l’ennesimo gruppo dopo gli Embrace.

Ebbe un successo discreto.

Sull’Autore

Comunicatore, laureando, apprendista storyteller, social media strategyst, antipatico e divoratore di pizze. Per MdC cerco di collegare cultura pop e storytelling come se esistesse veramente una relazione fra le due cose.

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  • Dalle Riot Grrrls al fem-punk: quando il punkrock si fece femminismo | 8 Marzo 2015 at 03:28

    […] e testi più profondi. Il punk hardcore stava diventando emo, ma questa è un’altra storia (che vi raccontiamo qui). Finalmente qualcuno si stava guardando attorno e si domandava: “ma dove c###o sono le […]

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  • “United We Stand, Divided We Fall” – East Coast Hardcore | 29 Agosto 2015 at 14:46

    […] scene hardcore punk californiana  e di Washington  sono – oramai – fra le più acclamate e famose avanguardie musical/culturali che la musica e […]

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